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La Mia Confessione: La Scappatella Segreta Durante la Canicola del 2003

È l’estate del 2003, quella canicola infernale che ti fa sudare anche solo a respirare. Io, avvocatessa a Milano, sposata da otto anni con un uomo perbene, vita perfetta fuori. Ma dentro… dio, dentro bruciavo. Ho detto a mio marito che partivo per un campeggio con le amiche vicino alla spiaggia in Puglia, a duecento metri da una chiesetta sperduta. In realtà, un’amica ha disdetto all’ultimo per un lutto in famiglia. Io ci sono andata lo stesso, con un gruppo misto: cinque ragazze, sette ragazzi, organizzati da Marco. Avevo bisogno di aria, di trasgredire.

Dal primo giorno, Sergio mi guardava. Alto, muscoloso, occhi nocciola che ti trapassano. Io facevo la distaccata, ma il cuore batteva forte. Pensavo all’anello al dito, luccicante sotto il sole, mentre immaginavo le sue mani su di me. La vita pubblica: rispettabile, professionale. Quella segreta: assetata di rischio. Quel pomeriggio, intorno alle due, ci siamo allontanati dal campeggio. Qualcuno giocava a carte, altri in città. “Andiamo in spiaggia”, gli ho detto, e lui ha sorriso.

Il Segreto che Mi Divora Dentro

Sulla strada, incrociamo Luca e Gianni. “Dove andate? Veniamo anche noi!” Portano le racchette da beach tennis. Giochiamo due contro due, sudati, ridendo. Ma io e Sergio ci scambiamo sguardi che dicono tutto: voglio fotterti qui. Dopo mezz’ora, fingo stanchezza. “Vado a riposare”. Lui mi segue subito. Troviamo un angolo dietro i cespugli, stendiamo gli asciugamani. Si sentono ancora Luca e Gianni che si urlano dietro.

Ci guardiamo. E bum, ci baciamo. La sua mano sui miei seni, poi sotto il bikini. Io gli tiro giù il costume rosso, quel cazzo duro mi ipnotizza. Lo bacio lungo il fusto, lo prendo in bocca. Geme, si sdraia. Lo sego con la mano, lecca le palle, lingua che lo fa tremare. “Sto per venire”, ansima. “No, aspetta”. Mi toglie il basso. “Cazzo, sei rasata completamente!” “Ti piace?” “Adoro, è così liscia”. Mi lecca la fica, lingua dentro, succhia il clitoride. Ero fradicia, la mia eccitazione gli bagna la faccia. Due dita dentro, l’altra mano stuzzica il culo. Orgasmata fortissimo, gli stringo la testa tra le cosce.

Lui risale, il cazzo alla porta della fica. Entra facile, scivoloso. All’inizio non sento niente per quanta bagnata sono, poi… pompate ritmiche. Improvviso, ci fermiamo. Luca e Gianni, a quindici metri, occhi sgranati. Avevano sentito i miei gemiti. Dieci secondi di stallo. “Continua”, sussurro a Sergio, eccitata da morire. Riprende, più forte. Non guardo più loro, ma so che Luca si tira fuori il cazzo e si sega. Gianni esita, ma è duro nel costume.

L’Incontro Infuocato e il Ritorno alla Normalità

Sergio mi mette a pecorina. Mi bagna il culo con la mia fica, dozza l’ano ma non entra. “Che bel culo”. Poi mi mangia da sotto, aspirando il mio succo. Secondo orgasmo. Mi presenta il cazzo in faccia, lo succhio. Torna dietro, mi incula la fica brutalmente. Missionario ora. Luca si avvicina a tre metri, cazzo viola enorme. Gianni pure. “Dai Gianni, segati, è libero qui”. Arrossisce, ma lo fa. Due cazzi per me, mentre Sergio mi pompa profondo.

Terzo orgasmo, lo stringo. Lui: “Vengo dentro”. “No, in bocca”. Lo finisco a mano, sborra calda a fiotti, la ingoio guardandolo, gioco con un dito. Luca si inginocchia sopra, “Vai”. La sua sborra cola, la pulisco colla lingua. Gianni dopo dieci minuti mi innaffia le tette. “Il tuo succo, sì!”

Collosa, li trascino nudi in mare. Rinfrescati, torniamo al campeggio come niente. Sergio distante dopo, geloso. Ma io… quel segreto mi fa bagnare ancora. Rientrata a Milano, abbraccio mio marito, anello al dito. Fuori rispettabile, dentro troia. Il brivido del quasi-presa, la doppia vita… non smetto di riviverlo.

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