Mi chiamo Laura, ho 38 anni, avvocata a Milano. Di giorno sono la moglie perfetta di Marco, rispettabile, con la fede al dito e tailleur impeccabile. Ma dentro brucio. Adoro il segreto, l’adrenalina di rischiare tutto. Quel pomeriggio a Parigi, in vacanza con lui, tutto è esploso. Passeggiavamo sui quais della Senna, caldo estivo, gonna corta che mi accarezzava le cosce. Ci siamo separati un attimo, io dai bouquinistes. Poi loro: due neri altissimi. Uno muscoloso come un toro, l’altro filiforme, tipo basketteur. Mi fermano, ridono, flirtano pesanti. ‘Bella italiana, che curve…’ Il cuore mi martella. Lancio un’occhiata a Marco, lontano, lui vede e sorride complice. Sa del nostro patto tacito, ma è il nostro segreto sporco.
Mi invogliano. Salgo in Mercedes nera, vetri fumé. Mani già audaci sulle gambe. Mando SMS veloce a Marco: ’84 rue Saint-Honoré, bar. Coprimi con le amiche’. Bugia per la vita normale. Arriviamo in quel posto losco, luci basse, ragazze mezze nude sui sgabelli, odore di sesso. Mi portano in sala privata, banchette, voyeurs intorno. Mi siedo tra loro, dignitosa ma eccitata. La mano grossa del muscoloso sale sulla coscia, sotto gonna. Io apro le gambe piano. ‘Shh, sono sposata’, sussurro, fede che luccica contro pelle nera. L’altro si tocca il pacco enorme sopra pantaloni. Rido nervosa, cuore in gola. Lo cerco con gli occhi: Marco è lì, nascosto tra i mateur.
Il Flirt Inatteso e il Messaggio Segreto
Non resisto. Mi alzo, mi metto a pecorina sul tappeto, culo in aria. Gonna su, mutande via. Il toro mi accarezza le chiappe, poi tira fuori cazzo duro, non mostruoso ma bello spesso. Me lo infila in figa piano, da dietro. ‘Ah sì, scopami…’, gemo. Ondate di piacere, tette che dondolano libere, T-shirt alzato. Mani nere sul mio corpo bianco, contrasto che mi fa impazzire. L’altro: cazzo mostruoso, lo prendo in bocca. Lecco il glande salato, succhio, saliva che cola. ‘Brava troia sposata’, dice lui ridendo. Marco guarda, eccitato.
La Scopata Selvaggia e il Ritorno a Casa
Poi il twist: il muscoloso slappa saliva sul mio culo vergine. ‘No, lì no…’, penso, ma godo troppo. Forza l’anello stretto, entra piano. Dolore che si fa piacere, ‘Cazzo, mi stai inculando!’. Mi masturbo clitoride fradicio, vengo urlando con la bocca piena. Voyeurs si segano intorno, 10 cazzi duri. Sborrano fiotti caldi su schiena, culo, tette. Il nero in bocca mi inonda viso, sperma denso che cola su labbra rosse. L’altro pompa in culo e scarica dentro, caldo che mi riempie. Io a ginocchia, spalmo tutto sulle tette come crema. ‘Dio, che troia sono…’
Esco così, vestita di fretta, sperma che cola sotto vestiti. Marco mi aspetta a casa, finge sonno. Accendo luce, lui mi vede: T-shirt bagnata, areole visibili, gambe lucide. Mi avvicino, odore di sborra forte. ‘Scusa amore…’, bacio naso. Gli spiego: ‘Li ho portati lì per te, per farti vedere. Sono tornata tua, impregnata’. Cuore batte ancora. Mi siedo su ginocchi, figa e culo gocciolanti. Facciamo l’amore piano, tenero, lui lecca residui. Domani vita normale: brunch, lavoro. Ma dentro, il brivido resta. La doppia vita mi eccita da morire. Rischio di perderlo tutto, e lo adoro. (648 parole)