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Confessione di una Moglie: La Mia Doppia Vita e il Sesso Proibito

Dio, il cuore mi batte forte solo a ripensarci. Sono Maria, 38 anni, avvocato rispettabile, sposata con Antonio da 12 anni. Vita perfetta: casa in ordine, figli a scuola, cene eleganti. Ma dentro, brucio. L’ho incontrato su una chat, Franco. Messaggi innocui all’inizio, poi… domande intime. ‘Dimmi dei tuoi fantasmi, come ti scopi tuo marito?’ Mi bagnavo leggendo, mi toccavo di nascosto, la fica che pulsava. ‘Stanotte mi sono masturbata pensando a te’, gli ho confessato. Lui, con quegli occhi magnetici nelle foto, mi dominava con le parole, ora dolci, ora volgari: ‘Voglio fotterti la bocca, troia borghese’.

Gli ho mentito ad Antonio: ‘Vado dai miei genitori, è lontano’. Cuore in gola, allaccio al dito che luccica, guido verso il bar. Lui è lì, fisico normale ma sguardo che ti frega l’anima. Mi squadra, goloso. Parliamo, arrossisco. ‘Ti hanno eccitata i nostri chat?’ ‘Sì… mi sono toccata’. Paura che ci sentano, sudo. ‘Andiamo via, Franco’. ‘Vieni da me, è vicino’. Esito, ma lo seguo in macchina. Parcheggio sotterraneo, scendo, lui mi preme contro l’auto. Bacio feroce, lingua dentro, mani su cosce, solleva gonna, vede reggicalze. ‘Cazzo, sei una puttana sotto’. Abbassa mutande, tira fuori cazzo enorme, duro come ferro. Mi solleva, gambe intorno vita, mi sbatte dentro. ‘Ahhh!’, geme, pompa forte. Io: ‘No, qui ci vedono!’, ma godo, piena, l’alliance che sfrega la sua pelle.

Il Mensonge per Incontrarlo e la Tensione che Sale

Mi trascina in ascensore. Al secondo piano, stop. ‘Succhiamelo ora’. Mi afferra capelli, cazzo in bocca. ‘Lecca, troia, come un gelato’. Gira lingua su cappella, succhio hampe, lui: ‘Brava, le borghesi adorano cazzi grossi’. Mi fotte bocca, mani sui miei tette giganti. ‘Branlamelo con queste’. Lo prendo tra i seni, su e giù. ‘Basta, andiamo su’. Appartamento, sul divano, mi sbatte dentro senza pietà. Fica fradicia, va liscio. Alterna lento e veloce, mi fa venire urla. ‘Guardami mentre godi’. Gambe sulle spalle, entra profondo, mi tappa bocca con mutande. Sborra dentro, caldo. Mi gira, a pecorina, ancora duro. Pompa, poi fuori, sborra su culo, spalma con cazzo.

L’Acte Folle e il Ritorno alla Normalità

Esausta, mi accarezza. ‘Devo andare, Antonio…’ ‘Non ancora’. Mi blocca all’ingresso, mani su tette, bacia collo, cazzo duro contro. ‘Ultima volta’. Chiamo marito: ‘Tesoro, ingorgo in autostrada, torno tardi’. Lui dozza fica, dita dentro. ‘Dimmi che vuoi scopare stasera’. Io ansimo al telefono: ‘Sì, amore, ho voglia di te’. Antonio eccitato: ‘Masturbati!’. Franco mi fotte da dietro, io: ‘Sto venendo, immagino il tuo cazzo!’. Marito sborra al telefono. Franco mi gira, sborra in bocca, ingoio.

Guido a casa, fica gocciolante, profumo sesso addosso. Antonio mi scopa con fantasia, ma io penso a Franco. Segreto mio, doppio piacere. Il brivido… mi fa venire ancora.

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