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Confessione di una Moglie: Il Mio Segreto con l’Ex di Mia Cugina

Dio… non so da dove iniziare. Io sono Sofia, avvocata in uno studio importante a Milano. Sposata con Marco da otto anni, casa in periferia, cene con i suoceri, figlie a scuola. Rispettabile, no? L’anello al dito che brilla sempre. Ma dentro… c’è un fuoco che mi consuma. Luca. Il mio collega. Bello, sicuro, con quegli occhi che mi trafiggono. Era con mia cugina Beatrice, quella bomba sexy che l’ha mollato per un capo. L’ho visto soffrire. E io… io lo volevo da mesi. Timida fuori, ma dentro una troia che freme.

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Oggi, pausa pranzo finita. Esco sul parcheggio aziendale, cuore che martella. Lo vedo lì, contro un albero, a fumare. ‘Luca… posso parlarti?’ Balbetto, mani che tremano. Lui mi guarda sorpreso. ‘Sofia? Che c’è?’ Mi torturo le dita, l’anello freddo contro la pelle calda. ‘Riguarda Beatrice… so che ti ha lasciato. Io… le somiglio, no? Fisicamente. Potrei… prendere il suo posto. Solo per te.’ Rosso in faccia, lui inspira forte. ‘Sofia, sei sposata, no? Non scherzare.’ Ma i suoi occhi dicono altro. ‘Non è uno scherzo. Voglio te. Da tanto.’ Il silenzio pesa. Il mio telefono vibra: Marco che chiama per sapere se torno presto. Lo ignoro, il cuore in gola. ‘Non qui. Non ora.’ Ma la tensione sale, i capezzoli duri sotto la camicia, la figa che si bagna già.

La Tensione che Sale nel Parcheggio

‘Ok, una settimana. Solo noi.’ Lo dico io, audace. Lui annuisce, mi prende la mano. L’anello tocca la sua pelle, contrasto che mi eccita da morire. ‘Ma resta te stessa.’ Ci baciamo lì, dietro l’auto, urgenti. Mani che scivolano. ‘Entra in macchina.’ Parcheggio sotterraneo mezzo vuoto. Rischiato, sì. Qualcuno potrebbe vederci. Ma è questo il brivido. Lo spingo sul sedile, gli slaccio i pantaloni. Il cazzo duro, grosso, venoso. ‘Cazzo, Sofia…’ Geme. Io mi tiro su la gonna, mutande da lato. ‘Scopami ora, prima che torni a casa.’ Mi siedo su di lui, la figa stretta che lo ingoia. Urlo piano, lui mi tappa la bocca. ‘Sei così bagnata, puttana.’ Spingo i fianchi, su e giù, veloce. Le tette che rimbalzano, lui le morde attraverso il reggiseno. ‘Più forte, Luca! Mi fai venire!’ Il clitoride sfrega sul suo pube, il cuore esplode. Lui mi afferra il culo, sbatte dal basso. ‘Ti riempio, troia sposata.’ Sento il suo sperma caldo schizzare dentro, io vengo tremando, unghie nella sua schiena. Sudore, odore di sesso, fretta. Due minuti, forse tre. Mi alzo, sperma che cola sulle cosce. ‘Domani, stesso posto.’ Bacio veloce, esco barcollando.

Torno a casa, gonna lisa ma figa pulsante. Marco mi saluta: ‘Com’è andata la giornata?’ Sorriso perfetto. ‘Bene, amore.’ Cucino, allatto le bimbe, ma penso a Luca. L’anello luccica mentre mescolo la pasta, ma dentro godo del segreto. Stanotte, con Marco, farò finta, ma immaginerò Luca che mi fotte di nuovo. Questa doppia vita… mi fa sentire viva. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani, di nuovo. Il rischio mi chiama.

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