Mi chiamo Sofia, ho 36 anni, avvocato in uno studio importante a Roma. Sposata con Marco da dieci anni, due figli, casa perfetta a Parioli. Fuori, sembro la donna ideale: tailleur elegante, sorriso professionale, l’anello al dito che brilla sotto le luci degli uffici. Ma dentro… dio, dentro brucio. C’è Paolo, il mio amante. Lavora come guardia di sicurezza per l’ambasciata ovest-europea, in quella via deserta di notte, 7 New Universe Avenue. Ci vediamo lì, di nascosto. Stasera, ho mentito a Marco: ‘Riunione urgente con un cliente, torno tardi’. Il cuore mi batte forte mentre guido il mio coupé nero, l’avenue vuota, le luci al primo piano dell’ambasciata che mi fanno tremare. Parcheggio a pochi metri, scendo ridendo forte come se fossi con un’amica immaginaria, per distrarre le due guardie armate all’ingresso. ‘Ehi, ragazzi, che noia qui di notte!’, urlo, battendo le ciglia. Loro mi fissano sospettosi, ma io mi avvicino, il vestito attillato che sale sulle cosce. ‘La macchina mi ha mollato, posso chiamare un taxi?’. Uno ride, l’altro esita. Sento l’adrenalina, l’anello che sfrega contro la coscia mentre cammino. Paolo mi ha mandato un messaggio: ‘Cortile sul retro, veloce’. Il rischio mi bagna già.
Entro nel cortile arborato dell’edificio vicino, le guardie distratte dal mio culo che ondeggia. Paolo mi aspetta nell’ombra, contro il muro dell’ambasciata. Mi afferra subito, la bocca sulla mia, le mani sotto il vestito. ‘Sofia, sei pazza a venire qui’, sussurra, ma il suo cazzo è già duro contro di me. ‘Non resisto’, ansimo, slacciandogli i pantaloni. Lo tiro fuori, grosso, venoso, pulsante. Mi inginocchio sull’erba umida, il cuore che martella, le luci della via che potrebbero illuminarci da un momento all’altro. Lo prendo in bocca, succhio forte, la lingua che gira intorno al glande gonfio. ‘Cazzo, Sofia, sì…’, geme lui, afferrandomi i capelli. Sento i passi lontani delle guardie, mi fermo un secondo, eccitata dal pericolo. ‘Shh, veloce’, dico, alzandomi. Mi giro, alzo il vestito, mutandine abbassate alle caviglie. Lui mi penetra di colpo, la fica fradicia che lo ingoia tutto. ‘Ah! Paolo, scopami forte!’, gemo piano, spingendo indietro il culo. Ogni colpo è un tuono, il suo bacino che sbatte contro le mie natiche, le palle che schiaffeggiano. Mi tiene per i fianchi, l’anello al mio dito che graffia il muro mentre mi aggrappo. ‘Sei così stretta, troia mia’, ringhia, accelerando. Sento l’orgasmo arrivare, le gambe che tremano, lui dentro fino in fondo, che mi riempie di sborra calda, pulsando. Io vengo urlando dentro il suo palmo sulla bocca, il corpo scosso.
Il Segreto che Mi Divora
Cinque minuti, non di più. Ci rivestiamo in fretta, un bacio bagnato di saliva e sudore. ‘Vai, amore, prima che ci beccano’, dice lui, sparendo nell’ombra. Io cammino verso la macchina, le cosce appiccicose di sborra che cola, il cuore ancora a mille. Guido a casa, l’anello che luccica al volante, il profumo di sesso che impregna l’abitacolo. Marco dorme sul divano, ‘Com’è andata?’, borbotta mezzo addormentato. ‘Bene, stanca morta’, sorrido, baciandolo sulla guancia. Mi infilo sotto le lenzuola, la fica che pulsa ancora, il segreto che mi scalda. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta, ma stasera… dio, che brivido. Non smetto mai.