Dio, non ci posso credere. Sono ancora tremante mentre lo scrivo. Io, Maria, 38 anni, avvocata in uno studio importante a Milano, sposata con Paolo da 12 anni, due figli, casa perfetta in periferia. Di fuori, la donna ideale: tailleur impeccabili, rosario al collo della suocera, cene con amici. Ma dentro… dentro brucio. Ho una doppia vita. Luca, il mio partner di tennis, non è solo un compagno di gioco. È il mio amante da mesi. Ci vediamo in quella sala coperta, sudati, ansimanti, e ogni volta è un rischio che mi fa bagnare all’istante.
Oggi pioveva a dirotto. Stavamo giocando, score 6-3, 2-1 per me. Lui serviva, io fissavo le sue cosce muscolose sotto i pantaloncini. Il mio cuore già batteva forte, pensavo: ‘Dopo, lo scopo nel bagno, veloce, prima di tornare da Paolo’. L’alliance al mio anulare luccicava sotto le luci al neon, contrasto con la voglia di afferrargli il cazzo. Improvvisamente, entra lui: l’agente. Uniforme attillata, mascella squadrata. ‘Signora, signore, tennis indoor vietato per pandemia. Multa 135 euro a testa.’
Il Mensonge che Ha Acceso il Fuoco
Io balbetto: ‘Ma piove, agente, non possiamo fuori.’ Lui, gentile ma fermo: ‘Venite qui ogni settimana, lo sapete.’ Luca mi guarda, io sento il panico. 135 euro? Paolo se ne accorgerebbe dal conto. Penso veloce. ‘Agente, siamo insieme. Amanti. Dormiamo nello stesso letto ogni notte.’ Luca sgrana gli occhi – non sa che lo sto coprendo, o forse sì, il porco sorride dentro.
‘Prove, prego.’ Io: ‘Ha un tatuaggio sulla spalla sinistra, Che Guevara che taglia la canna da zucchero.’ Luca si toglie la maglietta, lo mostra. L’agente: ‘Ok, ma non basta. Un punto non vince la partita. Per credervi, fate l’amore qui, davanti a me. Un rapporto completo.’ Pausa. Il mio cuore esplode. Colpevolezza: ‘Paolo mi aspetta a casa con la cena.’ Ma eccitazione: ‘Cazzo, scopare davanti a uno sbirro?’ Luca: ‘Maria, sei sicura?’ Io, voce tremante: ‘Vieni, amore mio. Come ieri notte.’ Mi sfilo la gonna, mutande bagnate. Nuda, i capezzoli duri. Lui si spoglia, il suo cazzo semi-eretto. L’agente ci fissa.
L’Acte Proibito e il Ritorno alla Normalità
Lo prendo in bocca, fellatio profonda, gusto salato del sudore da tennis. Gemo: ‘Mmm, sì, così.’ Lui ansima. Poi lo stendo sul materassino da ginnastica. Mi siedo sopra, missionario inverso. Guido il suo cazzo nella mia figa fradicia – oh Dio, entra stretto, lo sento pulsare. ‘Scopami forte!’ Dondolo, tette che rimbalzano, alliance che sfrega la sua pelle. Cambio: a pecorina, lui mi sbatte, pacche sul culo. ‘Più veloce, prima che arrivi mia suocera!’ Troviamo un lubrificante nel mio borsone – gel per massaggi. ‘Nel culo, Luca, sodomizzami.’ Entra piano, doloroso ma delizioso, lo spingo dentro con la mano. Geme: ‘Cazzo, Maria, sei una troia.’ Io fingo l’orgasmo – o no? – urlo soffocato: ‘Vengo, sììì!’ Lui schizza dentro, caldo, veloce. L’agente annota tutto.
Fine. Ci rivestiamo, sudati, appiccicosi. Lui: ‘Dubbio che siate novellini. Multa 135 + 600 per inganno.’ 735 totali. Luca furioso: ‘Cazzo, scopati per niente!’ Ma io? Rido dentro. Torno a casa, bacio Paolo, cena normale. Sotto il tavolo, figa dolorante, culo che brucia, ricordo il cazzo di Luca, lo sguardo dell’agente. Il segreto è salvo – multa pagata cash, no traccia. Ogni notte, Paolo dorme, io rivivo: l’ alliance contro la sua pelle, il rischio di essere beccata. Sono una rispettabile moglie… e una puttana addicted all’adrenalina. Non smetterò mai.