Sono sposata da quindici anni. Avvocatessa a Milano, rispettata, con due figli e un marito che lavora in banca. Vita perfetta, no? Almeno in pubblico. L’estate scorsa, camping in Sardegna, ‘Pineta del Mare’. Famiglia al completo, la solita routine: spiaggia, bagni, castelli di sabbia. Ma dentro di me… un fuoco. Luca, vent’anni, bronzato, muscoli tesi dal surf. I suoi amici ridevano forte, lui mi fissava. Io facevo finta di niente, sistemavo l’ombrellone, l’anello nuziale che luccicava al sole. Cuore che martellava. ‘Non guardarlo’, mi dicevo. Ma la sera, quando i bimbi dormivano nella tenda, mio marito russava birre in mano… uscivo. ‘Vado a fare due passi’, sussurravo. Lui annuiva, stanco.
La tensione saliva piano. Di giorno, Luca passava vicino al nostro posto. ‘Buongiorno signora’, sorrideva malizioso. Io arrossivo sotto la crema solare, le cosce che si stringevano. Pensavo a lui mentre cucinavo la pasta per cena. Mio marito chiacchierava del lavoro, i figli urlavano. Io annuivo, ma la mente… lì, tra i pini. L’anello al dito mi pesava. Colpevole? Sì, un po’. Ma l’adrenalina… Dio, mi bagnava già . Una sera, l’ho incrociato al bar del camping. ‘Sei bellissima’, ha detto piano. Ho riso nervosa. ‘Ho marito e figli’. Lui: ‘E allora?’. Il cuore in gola. Abbiamo camminato verso il bosco. Le cicale cantavano. ‘Non dovrei’, ho balbettato. Ma le sue mani su di me… fermarsi? Impossibile.
Il Segreto che Mi Brucia Dentro
Ci siamo nascosti dietro un pino grande, il mare che rumoreggiava lontano. Mi ha baciata forte, la lingua dentro, la sua erezione contro la mia pancia. ‘Cazzo, sei una bomba’, ha gemuto. Gli ho slacciato i pantaloncini, la cappella grossa, venosa, già bagnata di pre-sborra. L’ho presa in bocca, succhiando piano, la lingua sul frenulo. Lui gemeva: ‘Sì, troia sposata, succhiala tutta’. Io tossivo, saliva che colava, ma adoravo. Mi ha alzato il vestitino da spiaggia, niente mutande – lo faccio apposta per il brivido. La figa rasata, gonfia, fradicia. ‘Sei una fontana’, ha riso, infilando due dita dentro, curvandole sul punto G. Mi sono inarcata: ‘Oh Luca, scopami, presto!’. Mi ha girata contro il tronco, le mani sul culo. L’anello sfregava la corteccia. Ha spinto la cappella contro le labbra della fica, un colpo secco: dentro fino alle palle. ‘Cazzo, che stretta!’, ha grugnito. Io: ‘Più forte, fammi male!’. Mi ramonava selvaggio, il pube che sbatteva sul mio clitoride, sudore che colava. Le tette saltavano fuori dal reggiseno, capezzoli duri come sassi. ‘Ti piace cornificare tuo marito?’, mi sussurrava all’orecchio. ‘Sì… sì, cazzo!’, urlavo piano, mordendomi il labbro. Venivo forte, la fica che pulsava, schizzi caldi sulle sue cosce. Lui ha tirato i capelli: ‘Prenditi la sborra dentro!’. Ha esploso, fiotti bollenti che mi riempivano, colando giù. Ansimavamo, appiccicati. ‘Domani ancora’, ha detto. Io: ‘Sì… ma vai ora’. Paura che mio marito si svegliasse.
Tornata in tenda, piano sui piedi nudi. Lui dormiva. Mi sono infilata nel sacco a pelo, la fica che bruciava, piena del suo sperma. L’anello luccicava al chiaro di luna filtrato dalla zip. Ho sorriso colpevole. Di giorno, tutto normale: bagni con i bimbi, pranzo in famiglia. Luca passava, un occhiolino. Io arrossivo, eccitata dal segreto. Ogni sera uguale, per una settimana. Rischio di essere vista, il cuore che esplodeva… puro veleno eccitante. Ora a casa, vita da brava moglie. Ma penso a lui, mi masturbo ripensando al pino, al suo cazzo duro. La doppia vita? Mi fa sentire viva. E se mio marito sapesse? Il brivido mi bagna ancora.