Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, sposata da dieci con Marco, un uomo perbene, direttore di banca a Roma. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile, tailleur stretto, capelli in ordine, alliance al dito che luccica sotto le luci dell’ufficio. Tutti mi invidiano: casa grande, figli a scuola privata, cene con amici. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho sempre fantasticato con le donne, quel tocco morbido, quelle curve senza peli. Non l’ho mai detto a nessuno. Quest’estate, ho mentito a Marco: ‘Devo andare a un congresso in Sardegna, tre giorni sola’. Lui ha annuito, mi ha baciata sulla fronte. Io, con il cuore che mi martellava, sono partita. Spiaggia libertina vicino a Cala Gonone, corpi nudi ovunque, aria salmastra che sa di sesso.
Arrivo, stendo l’asciugamano. Mi spoglio piano, il sole mi scalda la pelle pallida. L’alliance cattura la luce, mi ricorda lui, ma la fica già pulsa. Accanto a me, due ragazze nordiche, vent’anni o poco più. Una alta, muscolosa, Vilde da Bergen, tatuaggi su cosce: corvo e colomba. L’altra, Henna da Oslo, minuta, collo lungo. Nude, si cremavano a vicenda, pubis rasati, fiche rosa che si intravedevano quando aprivano le gambe. Si toccavano senza pudore, dita che scivolavano dentro. Le guardo, loro sorridono. ‘Ciao, italiane?’, mi fa Vilde in francese stentato. Parlo con loro, rido. ‘Prima volta qui?’, chiede Henna. ‘Sì… per me è tutto nuovo’. Il cuore mi batte forte, sudo. Loro lesbiche, aperte, famiglie nudiste nei camper vicini. Mi offrono birra dalla loro borsa frigo. ‘Vuoi unirti? Niente di serio, solo divertimento’. Esito, guardo l’alliance. ‘Io sono sposata… ma… sì, proviamo’.
La Tensione tra la Mia Vita Perfetta e il Desiderio Nascosto
La tensione sale. Mi sdraio sulla loro asciugamano. Vilde mi massaggia con olio, mani forti su tette, capezzoli duri come sassi. ‘Bellissima, pelle olivastra’, sussurra. Henna mi bacia il collo, lingua umida. Sento la fica bagnarsi, labbra gonfie. ‘Tocca la mia’, dice Vilde, guida la mia mano. Calda, liscia, clitoride turgido. Io gemo, dita dentro, lei ansima. Marco mi chiama sul telefono, vibra nella borsa. Lo ignoro, cuore in gola. ‘Lecca Henna’, ordina Vilde. Mi metto in ginocchio, apro le sue cosce magre. Fica vergine, rosa, odore dolce di mare e muschio. Lecco piano, lingua su labbra, poi su clito. Lei si inarca, ‘Ja, sììì!’. Vilde mi spinge il culo in aria, lecca la mia fica da dietro, dita che entrano, due, tre. Urlo piano, gente intorno ci guarda, ma non ferma. Rischio tutto, ma l’adrenalina mi fa venire. Squirt, liquido caldo sulla sabbia.
L’Acte Infuocato e il Brivido del Ritorno a Casa
Henna si mette un dildo cintura, grosso, nero. ‘Vuoi nel culo?’, mi chiede. Prima volta anale, vergine lì. ‘Sì… piano’. Mi metto a pecorina, Vilde mi tiene le chiappe aperte. Entra lenta, brucia, poi piacere profondo. Pompa, io spingo indietro, ‘Scopami forte!’. Vilde mi ficca dita in bocca, io lecco. Henna accelera, mi sbatte, il dildo pulsa dentro. Vengo di nuovo, culo stretto che si contrae, urlo ‘Cazzo, sì!’. Loro ridono, si baciano sopra di me. Poi io prendo il dildo, sodomizzo Vilde, muscolosa, si apre facile. Henna mi lecca il clito mentre spingo. Orgasmo multiplo, corpi sudati, sabbia appiccicata.
Finito, biere, pisciate dietro le dune, tenendoci per mano. Rido, colpevole ma euforica. Tramonto, le saluto, prometto lettere. Torno a casa, volo notturno. Marco mi accoglie, ‘Com’è andato il congresso?’. ‘Bene, stanca’. Lo bacio, cena, figli a letto. Ma sotto la camicia da notte, fica gonfia, culo sensibile. Mi tocco piano pensando a loro, vengo sussurrando i loro nomi. Il segreto mi eccita da morire. Domani ufficio, alliance al dito, sorrisi falsi. Ma io so: sono una troia lesbica dentro. E non vedo l’ora del prossimo ‘congresso’.