Mi chiamo Giulia, ho 36 anni, sposata con Luca da dieci, due figli piccoli, un lavoro in banca che mi fa sentire rispettabile. Di giorno sorrido ai colleghi, di sera preparo la cena per la famiglia. Ma dentro, brucio. Luca è stanco, lavora troppo. Le nostre notti sono educate, prevedibili. Io voglio di più. L’adrenalina del proibito. Quel brivido che mi fa battere il cuore.
Ho bisogno di una tata. La mia suocera parte per un viaggio. Contatto Clemente, una ragazza dolce, perfetta coi bimbi. Ma un sabato non può. ‘Mando mio fratello Nicola’, dice. Io accetto. Suona il campanello. Apro: alto, moro, 18 anni, occhi castani, sorriso timido. ‘Buongiorno signora, sono Nicola’. Lo guido per casa. Nel ripostiglio, tra due porte, mi giro di scatto. Cado tra le sue braccia. Lui mi afferra le spalle, bacia i miei capelli. ‘Scusi, ma profuma così bene…’. Il suo respiro caldo sul collo. Il mio cuore impazzisce. L’alliance al dito luccica, ma le sue labbra sono lì, giovani, morbide. Lo bacio. Impulsiva, stupida. Mi alzo in punta di piedi, bocca sulla sua.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Vietato
Lui risponde, forte. Mani sulla mia vita, poi una scivola sul culo, stringe. ‘Giulia…’, sussurra. Lo trascino sul divano. ‘Shh, i bambini tornano tra un’ora’. Ansimo. Mi siedo a cavalcioni, lo bacio vorace. Sento il suo cazzo duro sotto i jeans. ‘Sei bellissima’, dice, mani sotto la gonna. Tocco l’alliance, colpa un lampo, ma eccitazione vince. Gli slaccio la camicia, bacio il petto liscio. Lui alza il mio top, armeggia col reggiseno. ‘Aspetta’, dico ridendo nervosa, lo sgancio io. Le sue mani sui miei capezzoli, piccoli, sodi. Li pinza, lecco. Geme.
‘ Toccami lì’, guido la sua mano nelle mutande. Dita goffe, ma dolci. ‘Piano, sul clitoride’. Lui impara veloce, strofina piano. Io bagna, fica che pulsa. ‘Bravissimo…’, ansimo. Mi sdraio, apro le cosce. Lui si inginocchia, annusa. ‘Posso?’, chiede timido. ‘Sì, leccami’. Lingua incerta, poi esperta. Succhia il mio bottone, infila un dito dentro. ‘Cazzo, sì!’. Cuore che martella, rischio che i bimbi arrivino. Vengo forte, urlo nel cuscino, trepido tutta. Lui stupito, eccitato.
L’Acto Intenso e il Ritorno al Segreto
Non finisco lì. ‘Ora tocca a te’. Slaccio i jeans, cazzo giovane, duro, venoso. Lo prendo in mano, pompo lento. ‘Vuoi scoparmi?’. Annuisce, occhi famelici. Mi giro, a pecorina sul divano. ‘Presto, condom?’. Ne tiro fuori uno dalla borsa – sì, lo porto sempre ora. Lui trema infilandolo. Entra piano, ‘Stretta…’. Io spingo indietro, ‘Scopami forte’. Ritmo urgente, palle che sbattono sul mio culo. Mano sull’alliance, Luca chi? Solo piacere crudo. ‘Più profondo!’, gemo. Lui accelera, grugnisci. Io vengo di nuovo, fica che lo stringe. Lui esplode, ‘Giuliaaa!’. Caldo dentro il lattice.
Sudati, ansanti. ‘Devi andare, i bimbi…’. Si riveste, bacio veloce. ‘Non dire niente’. ‘Mai, sei un sogno’. Esco con lui, sorrido normale. Bimbi tornano, cena, Luca rientra. ‘Com’è andata?’. ‘Perfetto’. Dentro, sorrido segreta. L’alliance brilla innocente, ma la fica ancora pulsa. Domani lavoro, moglie perfetta. Ma stasera, rivivo ogni spinta. Questo segreto mi fa viva. Colpevole? Un po’. Eccitata? Da morire. Ne voglio ancora.