Dio, non so da dove iniziare. Sono Maria, 38 anni, avvocatessa a Milano. Marito amorevole, casa perfetta, figli a scuola. Fuori, sono la signora perbene. Ma dentro… dentro brucio. Ogni estate, quel bisogno. ‘Vado con le amiche in Riviera’, dico a Luca. Bugia. Prendo la macchina, sudata già solo al pensiero, e punto sulla Camargue. Plage naturiste. Lì, nessuno mi conosce. L’adrenalina mi bagna la fica prima ancora di spogliarmi.
Quest’anno, luglio afoso. Parcheggio lontano, cammino lungo la spiaggia. Famiglie con bimbi, corpi pallidi. Io in bikini minuscolo, poi niente. Nuda, il sole che mi lecca la pelle. Cuore che martella. L’alliance luccica al dito, un promemoria crudele. Guardo gli uomini. Bronzati, cazzi molli che dondolano. Mi siedo, spalanco un po’ le gambe. Sento gli occhi su di me. Uno, alto, muscoloso, bruno. Mi fissa. Si alza, va verso le dune. Lo seguo con lo sguardo. Un altro lo raggiunge. Si sfiorano, ridono. Spariscono nei cespugli. La mia fica pulsa. ‘Maria, no’, mi dico. Ma il desiderio vince. Mi alzo, mini-slip solo, entro nelle dune.
Il Segreto che Mi Divora
L’aria è densa, sale e sesso. Dietro un monticello, loro. Due estranei, 30-40 anni, cazzi già semi-duri. Mi vedono, sorridono. ‘Bella troia’, dice il primo, quello bruno, con accento francese. Io arrossisco, ma non fuggo. ‘Cerchi guai?’, chiede l’altro, più robusto. Annuisco, tremante. ‘Vieni qui’. Il bruno mi prende la mano – sento l’alliance fredda contro la sua pelle calda – e mi tira a sé. Bacio umido, lingue che si divorano. Mani ovunque. Mi stringe le tette, pizzica i capezzoli duri. Gemo. ‘Brava puttana’. L’altro da dietro, mano tra le cosce. ‘Sei fradicia’. Due dita in fica, forte. Urlo piano. ‘Ssh, non vogliamo compagnia’. Mi spinge giù, in ginocchio. Cazzo del bruno in faccia, grosso, venoso. ‘Succhia’. Lo prendo in bocca, lo lecco, lo ingoio. Tossisco, ma continuo. L’altro mi slaccia lo slip, mi lecca il culo. ‘Che buco stretto’. Tre dita dentro, mi apre. ‘Ti sfondo’. Mi alzo, mi piego contro il bruno. L’altro spinge: cazzo enorme, entra di colpo. ‘Ahhh! Sì, scopami!’. Pum pum pum, colpi violenti. Sento le palle sbattere. Il bruno mi riempie la bocca, mi fotte la gola. ‘Prendilo tutto, troia sposata’. L’alliance mi graffia il polso mentre lo sego.
Il Fuoco nelle Dune
Non resisto. ‘Sto venendo!’. Fica che si contrae, squirto sul suo cazzo. Lui accelera, mi claqua il culo. ‘Prendo il tuo buco!’. Sborra dentro, caldo, pieno. Mi tira via, l’altro prende il posto. Mi gira, a cavalcioni. ‘Sali’. Mi impalo sul suo cazzo, più lungo. Salgo e scendo, tette che rimbalzano. Lui mi succhia i capezzoli. Il bruno davanti, sborra in bocca. Ingoio, salato. ‘Brava’. Io vengo di nuovo, urlo soffocato. Lui mi afferra i fianchi, pompa, mi riempie la fica. Tremante, crollo su di lui. Rido, sudata, sperma che cola dalle cosce.
‘Grazie, bella’, dice il bruno, baciandomi un capezzolo. ‘Torniamo?’. ‘No, devo… casa’. Mi vesto veloce, fiche gonfia, culo dolorante. Torno in spiaggia, mi lavo in mare. Nuda di nuovo, come niente. Guardo la mia alliance, sorrido colpevole. Luca mi chiama: ‘A stasera, amore’. ‘Sì, arrivo’. Guido verso casa, mutande umide di sborra. Il segreto mi eccita da morire. Domani, avvocatessa. Stanotte, sogno cazzi nelle dune. Che doppia vita deliziosa.