Mi chiamo Elena, ho 35 anni, avvocatessa a Milano. Sposata con Marco da otto anni, vita perfetta: casa elegante, cene con amici, weekend in villa toscana che abbiamo comprato l’anno scorso. Rispettabile, no? Ma dentro… dio, dentro brucio. L’alliance al dito mi ricorda ogni giorno il mio ruolo, la brava moglie. Eppure, da quando abbiamo quella villa antica, qualcosa è cambiato.
L’abbiamo presa da un’eredità , un rudere con giardini selvaggi e quadri polverosi in cantina. Io adoro il giardinaggio, ci passo ore a potare rose e ulivi. È lì che l’ho visto: Luca, l’operaio che ristruttura. Alto, moro, occhi azzurri come un ritratto antico appeso in salotto – un amante del passato, dicono le vecchie storie del posto. Ha mani ruvide, braccia forti, e un sorriso che mi fa tremare le ginocchia. All’inizio, sguardi rubati. ‘Signora, serve altro?’, diceva, e io arrossivo, sentivo il cuore martellare. Marco lavora in città , arriva solo sabato. Io vengo prima, ‘per il giardino’. Bugia. Volevo lui.
Il Segreto che Mi Divora Dentro
La tensione saliva. Messaggi nascosti: ‘Stasera sono sola’. Lui rispondeva: ‘Vengo a controllare i lavori’. Colpa? Sì, un po’. Ma l’adrenalina… dio, mi bagna tra le cosce solo a pensarci. L’alliance luccica mentre immagino le sue mani su di me. Rischio tutto: il matrimonio, la reputazione. Eppure, non resisto. Ieri, ho ceduto.
Ero in villa, sudata dopo ore tra le piante. Lui arriva, porta aperta. ‘Elena…’, mormora, e mi bacia il collo. Cuore in gola, lo spingo contro il muro della biblioteca. ‘Presto, Marco torna domani’, ansimo. Le sue mani sotto la gonna, dita ruvide sul clitoride gonfio. ‘Sei fradicia’, ride, e mi infila due dita nella fica bagnata. Geme, spingo i fianchi. ‘Toccami il culo’, sussurro, girandomi. Lui slaccia i jeans, tira fuori il cazzo duro, grosso, venoso. Lo strofino contro le chiappe, l’alliance fredda sul suo scroto caldo. ‘Cazzone mio’, gemo.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla NormalitÃ
Mi piega sul tavolo, cosce spalancate. Lecca il mio buco stretto, lingua dentro, umida e calda. Trema tutto il corpo, vengo già , schizzi sulla sua faccia. ‘Prendimi il culo, Luca, forte’. Lubrifica con la mia eccitazione, spinge la cappella viola contro l’anello. Brucia, ma spingo indietro. Entra piano, centimetro per centimetro, mi riempie le viscere. ‘Cazzo, che stretta’, grugnisce, afferrandomi i fianchi. Pompa veloce, palle che sbattono sulla fica. Io mi masturbo il clitoride, dita veloci, ‘Più forte, scopami come una troia’. Sudore cola, odore di sesso nell’aria. Lui accelera, mi scopa l’ano senza pietà , il tavolo trema. ‘Vengo…’, ansima, e sparge sperma caldo dentro di me, getti grassi che colano. Io urlo, orgasmo violento, gambe molli.
Cinque minuti. Ci rivestiamo di fretta, baci rubati. ‘Domani?’, chiede. Annuisco, colpevole ma euforica. Guido verso Milano, sperma che gocciola nelle mutande, culo pulsante. Arrivo, Marco mi bacia: ‘Com’è andata in villa?’. ‘Bene, amore, ho potato tutto’. Sorrido, il segreto mi scalda il ventre. Stanotte, mentre lui dorme, mi tocco pensando a Luca. Questa doppia vita… mi eccita da morire. Rischio di perdermi, ma non smetto. L’alliance brilla, ma sotto brucia il fuoco proibito.