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La Mia Doppia Vita: La Fattoria e il Mio Amante Segreto

Mi chiamo Caterina, ho 45 anni, avvocata a Milano. Sposata con Roberto, rispettabile manager, due figli grandi. Estate in campagna, nella nostra casetta ristrutturata vicino alla fattoria di Serafino. Lui è il contadino tipico: ruvido, mani callose, occhi che ti spogliano. Io, con il mio tailleur elegante, sembro fuori posto. Ma dio, quel suo odore di terra e sudore mi fa impazzire.

All’inizio era solo sguardi. Io vengo a comprare uova ‘di galline libere’, lattuga fresca. Lui mi chiama ‘signora’, ma sorride troppo. Sento il cuore battere forte quando mi passa il cestino, le nostre dita si sfiorano. Guardo la mia fede nuziale che luccica al sole, e penso: ‘Roberto mi aspetta stasera con la cena pronta’. Eppure, sogno le sue mani su di me. La mia vita pubblica è impeccabile: riunioni, clienti, yoga. Ma qui, lontana dalla città, il desiderio mi rode. Un giorno, inciampo in una pozzanghera di fango. Lui mi afferra il braccio, il palmo scivola sul mio seno. Sento il capezzolo indurirsi sotto la camicetta. ‘Scusi, signora’, mormora, ma non ritira la mano. Io arrossisco, il cuore in gola. ‘Grazie, Serafino’. Le gambe tremano. Vado via, ma la fica già bagnata.

La Tensione tra la Mia Vita Perfetta e il Desiderio Vietato

La tensione sale. Mia figlia Camila flirta con Rosa, la moglie di Serafino. Le vedo ridere in cucina, mani che si sfiorano. Io? Penso a lui. Roberto bricola in giardino, ignaro. Una sera, porto una bottiglia di vino per ringraziare. Rosa chiacchiera, io esco a ‘cogliere fiori’. Serafino è lì. Le mie dita sfiorano il suo petto mentre annuso i fiori. Sento il suo cazzo indurirsi contro la mia coscia. ‘Caterina…’, sussurra. Il mio nome dalla sua bocca rustica mi bagna le mutande. Torno dentro, viso rosso, alleanza che brucia al dito.

L’Incontro Esplosivo nella Stalla

Non resisto più. Piove a dirotto. Vado per il latte con il mio barattolino. ‘Serafino, ho bisogno di latte fresco’. Lui mi porta nella stalla. L’odore di paglia, mucche, fango. ‘Attenta al pavimento’, dice, e mi stringe la vita. Le sue mani scivolano sul mio culo. ‘Cazzo, Caterina, non ce la faccio più’. Io gemo: ‘Shh, Roberto è vicino’. Ma lo tiro dentro, lo bacio con urgenza. Mani ovunque. Strappa la mia gonna, le mutande. ‘Sei fradicia’, ringhia, infilando due dita nella mia fica gonfia. Io ansimo, il cuore che pompa: ‘Scopami, presto, prima che tornino’. Mi piega sulla balla di fieno, la sua cappella spessa preme contro il mio buco. ‘Prendilo tutto, troia di città’. Spinge dentro, duro, profondo. Io mordo il labbro per non urlare. Il suo cazzo mi riempie, grosso, venoso, puzza di uomo vero. Pam pam pam, colpi veloci, il mio culo sbatte contro il suo ventre peloso. ‘Ti piace, eh? Mentre tuo marito ti aspetta’. Sì, cazzo, sì. Gli stringo le palle, lo sento gonfiarsi. ‘Sborra dentro, riempimi’. Gemo parole sporche: ‘Leccami il culo, ficcamelo nel buco’. Mi gira, mi lecca il rosone bagnato di fica, poi spinge il pollice dentro mentre mi martella. L’orgasmo mi spacca, trepido, squirto sul pavimento. Lui esplode: ‘Prendi la mia sborra, puttana!’. Caldo, denso, mi inonda la fica. Ansima sul mio collo, sudore che cola.

Ci rivestiamo in fretta. ‘Vai, Caterina, tuo marito ti cerca’. Esco, gambe molli, latte in mano, sborra che cola lungo la coscia. Sorrido a Roberto: ‘Pioveva forte, ho tardato’. Cena con la famiglia, rido alle battute. Sotto il tavolo, dita nella fica, sento il suo seme. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. La doppia vita: di giorno signora perbene, di notte sognando il suo cazzo. L’anno prossimo, tornerò. Il segreto mi fa viva.

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