Ascolta, Cassandra, siediti qui nuda accanto a me sul letto. Ho bisogno di dirtelo, ma giura che resta tra noi. Sono sposata, lo sai, con quel bravo avvocato che tutti ammirano. Vita perfetta: casa ordinata, ufficio da segretaria impeccabile, sorrisi per tutti. Ma ieri… dio, ieri ho rischiato tutto. Cuore che mi martella solo a ripensarci.
Ero uscita tardi dal lavoro, persa l’autobus. Aspettavo al tabacchino della stazione, caffè in mano, sigaretta accesa. L’anello al dito luccicava sotto le luci al neon. Improvvisamente, lo vedo: un tipo da urlo, alto quel tanto, muscoli sodi sotto la camicia, occhi azzurri che mi trafiggono. Seduto con amici, ma fissava solo me. Io… io ho ricambiato. Gambe che tremano, ma sostengo lo sguardo. Dieci minuti così, tensione elettrica. Penso al marito che mi aspetta a cena, ma la fica mi pulsa già.
Il Segreto che Mi Divora Dentro
Mi alzo, gli faccio l’occhiolino e vado ai bagni. Non passa un minuto, eccolo lì. ‘Sei una dea’, mi sussurra, e mi bacia famelico. Mani ovunque, mi palpa il culo, le tette. Io gli slaccio i pantaloni, tiro giù boxer e jeans: cazzo enorme, duro come ferro, venoso, spesso da far male. ‘Romèo si chiama’, ansima. Io non dico niente, solo lo prendo in bocca. Succhio forte, lo lecco dalla base alla cappella gonfia, lo ingoio fino in gola. Geme, mi afferra i capelli. La mia alleanza sfrega contro le sue palle pelose, contrasto che mi fa impazzire di colpa e eccitazione.
L’Esplosione di Piacere e Rischio
‘Preservativo’, dice tirandone fuori uno. Lo infilo a fatica, così grosso. Mi solleva contro il muro, gambe aperte, e spinge dentro. ‘Ahhh!’, urlo, riempita fino in fondo. Mi scopa selvaggio, colpi rapidi e profondi, cazzo che sbatte sul mio clitoride. Io godo, unghie nella sua schiena, ‘Più forte, cazzo!’. Dieci minuti di pura follia: mi gira, da dietro, mi sbatte il culo, mano in bocca per non urlare troppo. Sperma caldo nel lattice, io vengo tremando, fica che squirta sul pavimento sudicio. Bagni pubblici, rischio di beccarci da un momento all’altro, adrenalina alle stelle.
Finito, ci rivestiamo di fretta. ‘Chiamami’, gli dico scribacchiando il numero su un foglietto, lasciato alla sua amica al tavolo. Esco, bus in arrivo, corro a casa. Marito: ‘Com’è andata al lavoro?’. Sorriso innocente, ‘Bene, tesoro’. Ma sotto la gonna, mutande zuppe, fica gonfia che brucia. Segreto custodito, doppio gioco che mi eccita da morire. Stasera lo rivoglio, Cassandra. Il brivido di tradire, di rischiare tutto per quel cazzo divino… non smetto più. Tocca qui, senti quanto sono bagnata solo a raccontartelo. Vieni, leccami mentre sogno il prossimo incontro.