You are currently viewing La Mia Doppio Vita: L’Incontro Proibito col Mio Amante nel Bosco Nevoso

La Mia Doppio Vita: L’Incontro Proibito col Mio Amante nel Bosco Nevoso

Dio, non ce la facevo più. Di giorno, sono la moglie perfetta di Maestro Enzo, quel santo uomo di 70 anni, seduto a gambe incrociate nel nostro dojo a Milano. Rispettabile, insegnante di zen, tutti lo adorano. Io? Avvocato di successo, tailleur impeccabile, anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro… dentro bruciavo. Lui, il mio amante segreto, Luca. Un ronin moderno, 28 anni, corpo scolpito dal judo, arrogante da morire. Mi aveva mandato un messaggio: ‘Domani, bosco all’alba. O vengo a prenderti io’. Il cuore mi scoppiava. ‘Non posso, rischio tutto’, gli risposi. Ma lui: ‘Firma la lettera o ti aspetto lì. Tre giorni’. Come quella storia zen che Enzo racconta sempre. Mentii al marito: ‘Vado in studio presto’. Il dito sfregava l’anello, sudato. Paura e voglia mi mangiavano viva.

La neve cadeva da due giorni. Guido fino all’orlo del bosco, mani tremanti sul volante. Lo vedo: seduto su un tronco, immobile, giacca aperta sul petto muscoloso, occhi fissi. Nessuna traccia intorno, come se fosse lì da sempre. Scendo, tacchi che affondano nella neve fresca. ‘Luca…’, sussurro. Lui non si muove. Il mio cuore tuona, le cosce già bagnate. ‘Sei venuta’, dice piano, alzandosi lento. Mi afferra per i fianchi, mi spinge contro l’albero. ‘Dimostrami che sei mia’. Le sue mani sotto la gonna, gonne di lana che sale, mutandine strappate di netto. ‘Cazzo, sei fradicia’, ringhia. Io ansimo: ‘Presto, devo tornare…’. Ma lui mi gira, pantaloni abbassati, il suo cazzo duro come ferro contro il mio culo. Entra di colpo nella fica, bagnata e stretta. ‘Ahhh!’, gemo, unghie nella corteccia. Spinge forte, ritmico, palle che sbattono. ‘Senti come ti riempio, troia sposata’. L’anello luccica mentre mi aggrappo al suo collo, gambe aperte. Mi scopa selvaggio, neve che ci bagna, fiato caldo sul collo. ‘Vieni, spruzzami dentro’. Io vengo prima, tremando, urla soffocate. Lui esplode, sborra calda che cola giù le cosce. ‘Brava, segretaria del maestro’. Ci rivestiamo veloci, baci rubati.

Il Segreto che Mi Divorava Dentro

Guido indietro, fica che pulsa ancora, profumo di lui tra le gambe. Enzo mi aspetta sereno, zazen finito. ‘Com’è andata?’, chiede. ‘Bene, amore’. Sorriso innocente, ma dentro rido. Il segreto è mio, intatto. Stanotte, mentre lui dorme, mi tocco pensando a Luca. L’adrénalina, il rischio di essere beccata… è questo che mi fa viva. Domani? Un altro bosco, un altro tiro perfetto. Non firmerei mai quella lettera. Il mio satori è questo: doppio vita, doppio piacere.

Leave a Reply