Mi chiamo Elena, ho 42 anni, avvocatessa a Milano. Sposata con Marco da 15 anni, due figli, casa in ordine, vita impeccabile. Tutti mi invidiano: la donna in carriera, la moglie perfetta. Ma dentro, brucio. Il mio segreto? Samyna, la mia estetista. L’ho conosciuta per caso, un massaggio innocente. Poi, una sera, l’alcol ha sciolto tutto. Le nostre mani si sono perse, le nostre labbra si sono unite. Da allora, è la mia dipendenza. Lesbica? Non lo so. Ma con lei, mi perdo.
Oggi è stato uno di quei giorni. ‘Ho una riunione serale,’ ho mentito a Marco stamattina, baciandolo sulla guancia. Il cuore mi martellava già. Ho parcheggiato lontano dal suo studio, per non farmi vedere. Entro, lei mi sorride, occhi neri che mi trafiggono. ‘Sei in ritardo, amore mio.’ La porta si chiude. L’anello nuziale luccica al mio dito, mentre le mie dita sfiorano la sua mano. Mi spoglio piano, robe da lavoro sul pavimento. Rimango in perizoma, esitante. ‘Dai, Elena, rilassati.’ Sdraiata sul lettino, nuda sotto il telo. Il profumo di oli orientali mi avvolge. Le sue mani sulla schiena, calde, ferme. Scendo in basso, sfiora le natiche. Il mio cuore pompa forte. ‘Samyna… non dovremmo…’ Ma lo voglio. L’urgenza mi stringe lo stomaco. Devo tornare a casa per cena.
Il Segreto che Mi Divora Ogni Giorno
Si sposta. ‘Gira.’ Sul ventre, tette libere. Le sue dita slacciano il perizoma. ‘È bagnato già.’ Rido nervosa. ‘Colpa tua.’ Inizia dalle cosce, remonta piano. Le sue mani si aprono le mie gambe. Sento l’aria fresca sulla fica esposta. ‘Dio, quanto sei bella.’ Mi bacia il collo, poi scende. Labbra sulle tette, succhia un capezzolo duro. Gemo piano. ‘Shh, non urlare.’ La sua bocca viaggia giù, lingua sul ombelico. Mi agito. ‘Ti prego, fammi venire.’ Si infila tra le mie cosce. La lingua tocca il clitoride, piano, poi forte. Lecco, succhia, due dita dentro di me, curve sul punto G. ‘Sei così stretta, Elena.’ Ansimo, stringo le lenzuola. ‘Più veloce… sto per…’ L’orgasmo mi squassa, urlo nel cuscino. Non si ferma. Mi gira, si mette sopra. ‘Ora tocca a me.’ Le mie mani sul suo culo sodo. La bacio, assaggio me stessa sulle sue labbra. Leccare la sua fica rasata, bagnata, salata. La lingua dentro, clitoride gonfio tra i denti. ‘Sì, cazzo, proprio lì!’ Geme forte, trema. Ci strofiniamo, fiche una contro l’altra, sudate, scivolose. Un altro orgasmo insieme, corpi incollati.
Basta. Guardo l’orologio. ‘Devo andare.’ Mi vesto di fretta, gonna sgualcita, trucco da rifare. Lei mi bacia. ‘Torna presto, moglie mia.’ Esco, aria fredda sulla pelle accaldata. Guido verso casa, la fica ancora pulsante, mutande zuppe. Marco mi accoglie: ‘Com’è andata la riunione?’ Sorriso perfetto. ‘Bene, amore.’ Ceno con la famiglia, rido alle battute dei bimbi. Ma sotto il tavolo, stringo le cosce. L’anello brilla, ricordo la sua lingua. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questo segreto mi fa viva. Domani, un altro mensonge. Non resisto.