Mi chiamo Anna, ho 38 anni, sono un’avvocata rispettabile a Milano. Sposata con Paolo da dieci anni, casa in ordine, figli a scuola, riunioni in studio. Tutti mi invidiano: vita perfetta, tailleur eleganti, alliance al dito che luccica sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro, brucio. Ho una doppia vita. Si chiama Luca, architetto, occhi verdi, corpo atletico. L’ho conosciuto a una cena da amici comuni, organizzata da mia sorella. Ero l’unica non accoppiata, seduti vicini. Ha riso alle mie battute, mi ha sfiorato la mano. Il giorno dopo, sms: “Cena sabato?”. Ho detto sì, cuore in gola.
Da allora, è un segreto. Di giorno, sorrido al marito, preparo la cena. Di notte, o nei ritagli, corro da lui. L’adrenalina mi fa impazzire. Stamattina, in ufficio, ho ricevuto il suo messaggio: “Ore 18, parcheggio sotterraneo dietro lo studio. Non metterti le mutande”. Il cuore mi batte forte, mani sudate sulla tastiera. Guardo l’alliance, la ruoto nervosa. Paolo mi chiama: “Stasera tardi?”. “Riunione”, mento. Esco, gonna stretta, tacchi alti, niente sotto. L’aria fresca mi accarezza la fica già umida.
La Tensione del Segreto Quotidiano
Lo vedo, la sua Audi nera. Sale in macchina, mi bacia il collo. “Sei una troia sposata”, sussurra. Rido nervosa, ma eccitata. Parcheggia in un angolo buio, ma rischioso: si sente il rumore delle auto sopra. Mi slaccia la camicetta, i miei capezzoli duri spuntano. “Guardali, segnati dall’eccitazione”. La sua mano grande scivola tra le cosce, dita sulla fica rasata. “Bagnata fradicia, Anna. Pensavi a me tutto il giorno?”. Sì, cazzo sì. Miagolo, apro le gambe. Lui tira fuori il cazzo, grosso, venoso, cappella rossa. “Succhialo, prima che arrivi qualcuno”.
L’Acte Esplosivo e il Ritorno alla Normalità
Mi piego, lo prendo in bocca. Gusto salato, lo lecco dalle palle alla punta. Geme piano, mano nei miei capelli. “Brava mogliettina infedele”. Poi mi tira su, mi gira. Schiaccia la fica contro il volante, entra di colpo. “Ahhh!”, urlo piano. Mi scopa forte, colpi secchi, il clacson suona per sbaglio. Paura, eccitazione. Sento l’alliance fredda contro il cruscotto, la sua mano calda sul culo. “Ti riempio, troia”. accelera, io vengo prima, spasmi violenti, fica che stringe. Lui esplode, sborra calda dentro, gocciola sulle cosce. “Non pulirti, torna a casa così”.
Esco barcollante, gonna in disordine, profumo di sesso. Guido piano, semaforo rosso: un camionista fissa, sorride. Arrossisco, ma sorrido dentro. A casa, Paolo: “Com’è andata?”. “Bene, stanca”. Doccia veloce, sborra che cola via. Cena, figli chiacchierano. Io, con l’alliance al dito, ripenso al cazzo di Luca. Il segreto mi fa bagnare di nuovo. Domani, vita normale. Ma so: lo richiamerò. Questo brivido è la mia droga. Colpevole? Un po’. Ma viva, cazzo.