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Confessione: La Mia Doppia Vita con l’Amante Segreto

Mi chiamo Sofia, ho 35 anni, sposata con Marco da dieci, due figli, casa in centro a Roma, lavoro come manager in uno studio legale. Di fuori, sono la donna perfetta: tailleur impeccabile, sorriso professionale, cene di famiglia. Ma dentro… Dio, dentro brucio. Tutto è iniziato con Matteo, il ragazzo delle pulizie nel palazzo accanto al mio ufficio. Ventiquattro anni, muscoli sodi sotto la maglietta logora, occhi che mi spogliano senza dire una parola. L’ho notato un pomeriggio, mentre passava lo straccio nel corridoio. Il cuore mi è scoppiato nel petto. Ho finto di non vederlo, ma quel giorno ho bagnato le mutande.

Da allora, messaggi segreti sul telefono usa e getta. ‘Vieni stasera, appartamento 4B, palazzo vecchio via dei Serpenti.’ Io, con l’anello al dito che luccica, dico a Marco che ho una riunione serale. Colpa? Un po’. Ma l’adrenalina… mi fa impazzire. Ogni volta che esco di casa, le mani tremano. E se mi beccano? E se il telefono squilla proprio mentre… No, non ci penso. Voglio solo lui, il suo cazzo duro, il rischio.

Il Segreto che Mi Divora

Ieri è stato… incredibile. Ore 18:45, dovevo essere a casa per le 19:30, cena con i suoceri. Ho parcheggiato lontana, cuore che martella come un tamburo. Scale scricchiolanti, odore di muffa e sesso vecchio. Busso piano. ‘Entra, Sofia.’ La sua voce bassa, rauca. Lo vedo lì, in jeans stretti, petto nudo. Mi getto su di lui. ‘Ho solo mezz’ora, scopami subito.’ Le sue mani ruvide mi strappano la gonna, l’anello al dito sfiora la sua pelle calda mentre gli slaccio i pantaloni. Il suo cazzo salta fuori, grosso, venoso, già bagnato di pre-sborra. ‘Cazzo, sei sempre così fradicia.’ Sì, lo sono. La fica mi pulsa, linfa che cola lungo le cosce.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno a Casa

Mi spinge contro il muro umido, gambe aperte. ‘Guardami, con quel tuo anello da moglie.’ Mi infila due dita dentro, forte, mentre mi bacia il collo. Gemo, ‘Sì, così… ma veloce.’ Mi gira, mi piega sul tavolo cigolante. Sento la cappella spingere contro la fica, poi entra tutto, un colpo secco. ‘Ahhh! Cazzo, Matteo!’ Pompa duro, il tavolo sbatte, i miei tette sobbalzano fuori dal reggiseno. Io spingo indietro, all’anello che graffia il legno. ‘Più forte, fammi male.’ Lui mi afferra i fianchi, sbatte come un animale, palle che schiaffeggiano il clitoride. Sudo, puzzo di sesso, il cuore esplode. ‘Vengo, Sofia… dove?’ ‘Dentro! Sborrami dentro!’ Grido, vengo anch’io, spasmi che mi squassano, la fica che lo munge. Sento il suo sperma caldo schizzare, riempirmi, colare fuori.

Cinque minuti per ripulirci. Mutande zuppe, gonna storta, rossetto sbavato. ‘Torna presto, troia mia.’ Rido, nervosa. Scendo le scale di corsa, telefono vibra: Marco, ‘Dove sei?’ ‘Arrivo.’ In macchina, le cosce appiccicose di sborra, l’anello luccica innocente. A casa, abbraccio i figli, bacio Marco. Sorriso perfetto. Ma dentro, esulto. Nessuno sa. Sono la moglie, la mamma… e la puttana segreta. Stanotte, a letto con Marco, penserò a Matteo. Il brivido mi terrà sveglia, bagnata. Non smetterò mai.

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