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La Mia Doppio Vita: L’Uovo Vibrante e l’Amante che mi Ha Posseduta

Mi chiamo Sofia. Avvocata a Milano, sposata da otto anni con Marco, un uomo gentile, prevedibile. Casa in ordine, figli no, carriera solida. Ma dentro, brucio. Ieri, un pacco anonimo. Niente mittente, solo il mio nome. Apro: un uovo vibrante viola, identico a quello di un anno fa. Il cuore mi batte forte. Lo riconosco. È lui. L’uomo del salone erotico privato.

Emetto un sospiro. “No, Sofia, non puoi.” Ma le mutandine si bagnano già. Marco dorme accanto, ronfando. Guardo l’anello nuziale che luccica al dito. Lo giro, nascondendolo. In bagno, lubrifico l’uovo. Lo infilo piano nella fica, già fradicia. Un brivido. La cordicella spunta. Prendo la carta: “Porta B, analisi sangue fresca. Scanner ti controllerà.”

Il Pacco Misterioso e la Tensione Quotidiana

Al lavoro, sudi fredda. Riunioni, clienti. Ogni passo, l’uovo sfrega. Vibra? No, ancora no. Ma l’urgenza sale. “Tesoro, stasera cena con amici,” dico a Marco via messaggio. Bugia. Vado lì. Il rischio mi eccita. Se mi beccano? Fine di tutto. Eppure, accelero.

Arrivo al salone. Folle di ricchi, abiti firmati. Io, tailleur semplice, mi sento fuori posto. Ma l’uovo dentro mi ricorda: sono qui per questo. Porta B. Il vigilante, impassibile. Gli do le analisi. Scanner tra le gambe: bip. Arrossisco, figa esposta al metallo freddo. “Dentro.”

Sala illuminata, champagne, chiacchiere in inglese. Non capisco molto, ma osservo. Lui è lì: bruno, occhi castani, trenta e qualcosa, aura dominante. Donne intorno, ma i suoi occhi saettano su di me. Traggo al sorto. Boules con telecomandi. Il mio vibra forte. Un vecchio grasso alza il polso verde. Non lui. Merda.

Ma il vecchio è gentile. Mangiamo, chiacchieriamo. “Non ti piaccio, vero?” Annuisco, imbarazzata. “Scegli uno.” Indico il bruno. Sorride, va a negoziare. Ritorna con la telecomanda. Mi passa il braccio. Sotto gli sguardi, seguo. Cuore in gola, alleanza che brucia al dito.

L’Incontro Esplosivo Dietro la Porta B

Dietro il sipario, loggia. “Spogliati.” Voce secca, accento inglese. Obbedio, tremando. Scarpe, camicetta, reggiseno. Seni grossi liberi, capezzoli duri. Gonna, mutande. Nuda, lui vestito. Contrasta, mi bagna di più. Mi lega i polsi alla porta con cinghie nere. Tiro: ferme.

Mi gira intorno. Mani sui seni, pinza capezzoli. Geme. Scende, tira l’uovo: schiocca bagnato. Me lo infila in bocca, vibra sulla lingua. Gusto acido della mia eccitazione. Due dita in fica, poi tre. Mi scopa con la mano, mentre l’altra mi stringe la gola piano. Ansimo, tiro sui legami.

“Brava troia.” Aumenta, pugno intero. Slurp, entra. Non ci credo. Mi fista, gira, tocca punti profondi. Orgasmio violento, squirto sul pavimento. Non ferma, ritira, riinfila. Vengo ancora, urlo con l’uovo in bocca. Sudore, lacrime, piacere selvaggio. Lui sorride, occhi nei miei. Mi possiede.

Mi slega, crollo. Prende l’uovo, le cinghie, se ne va. Sola, nuda. Mi rivesto di fretta. Torno in sala, lui sparito. Chiedo all’organizzatore: silenzio. Esco, corro al parcheggio. La sua auto parte. Busso al vetro: “Possiamo rivederci?” Mi guarda freddo. Tendo il biglietto con numero. Lo getta sul sedile, accelera via.

Torno a casa. Marco: “Com’è andata?” “Bene, stanchi.” Cena, baci sulla guancia. Figa dolorante, mutande zuppe. Mi masturbo in bagno, rivivo il pugno. Vengo forte, mordendomi il labbro. Domani ufficio, moglie perfetta. Ma dentro, la troia legata freme. Il segreto mi fa viva. Aspetto il prossimo pacco. Il brivido… non smette mai.

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