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La Mia Doppia Vita: La Passione Segreta di una Moglie Rispettabile

Mi chiamo Giulia, ho 35 anni, sposata con Paolo da dieci. Lavoro come responsabile del riciclo al comune di Bergamo. Di fuori, sono la tipica moglie rispettabile: mamma di un bimbo di 4 anni, cene in famiglia, yoga il martedì. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho una doppia vita. Un’amante… no, un amante. Si chiama Luca. Lo incontro da tre mesi in un vecchio parco abbandonato, intorno a una villa borghese in rovina, ceint d’un muro alto. Proprio lì dove ho beccato la macchina di Paolo un giorno, tornando da una riunione. Sospettavo un’altra donna. L’ho spiato, km dell’auto, storici del pc. Niente mistress. Solo… erba. Coltiva cannabis lì, il mio onesto marito ispettore delle tasse. Un guerrillero verde. Invece di urlare, mi ha eccitato da morire. Il segreto altrui mi ha aperto gli occhi sul mio. Ho bisogno di rischio, di figa bagnata dal pericolo.

Oggi, spingo il cancelletto di legno marcio. Il cuore mi martella, bum-bum-bum. Paura di sentieri zozzi, di occhi indiscreti. Guardo intorno, furtiva. ‘Merda, sembro una ladra’, penso. Gonna plissettata corta sulle cosce lunghe, maglioncino nero che tira sulle tette sode. L’anello nuziale luccica al sole filtrato dagli alberi. Paolo mi aspetta a casa per cena. ‘Dove vai così vestita?’, mi ha chiesto stamattina. ‘Riunione con fornitori’, ho mentito, baciandolo sulla guancia. Bacio casto. Niente a che vedere con quelli di Luca. Cammino piano sull’erba morta, rami mossi dal vento. Odore di terra umida, un vago sentore dolce… cannabis? Paolo è stato qui ieri? L’idea mi fa stringere le cosce. La figa già pulsa, mutandine umide. Lo vedo, seduto su una panchina sgangherata, jeans tesi sul pacco gonfio. Alto, tatuato, occhi da lupo. ‘Giulia…’, sussurra, alzandosi. Mi prende la mano, sente l’anello. ‘Tuo marito non sa quanto sei troia’, ride piano.

Il Segreto che Mi Brucia Dentro

Mi spinge contro il muro della vecchia rimessa. Bacio famelico, lingue che duellano, saliva che cola. ‘Ho pensato a te tutto il giorno’, ansimo. Mani sue sotto gonna, dito che scosta slip, tocca clitoride gonfio. ‘Cazzo, sei una pozza’. Geme. Io gli slaccio jeans, cazzo balza fuori, duro come ferro, vene pulsanti, cappella viola lucida di pre-sborra. Lo prendo in bocca, succhio forte, lingua sul frenulo. ‘Oh sì, troia sposata, ingoia’. Lo pompo con mano, sputo sulla cappella, lo lecco fino alle palle pelose. Mi alzo, mi giro, gonna alzata. ‘Scopami ora, Luca. Forte. Prima che torni a casa’. Mi abbassa slip alle ginocchia, cazzo preme figa. Entra di colpo, un colpo secco. ‘Aaaah!’, urlo piano, pareti strette che lo stringono. Mi martella, pacche sulle chiappe, ‘Prendilo tutto, puttana’. Sento palle sbattere su clito, succhi bagnati. Mano sua sull’anello, ‘Pensa a Paolo mentre ti riempio’. Vengo prima, spasmi, figa che schizza. Lui accelera, ‘Sto venendo…’. Sborra dentro, fiotti caldi che mi inondano, cola giù gambe. Ansimo, tremante.

Mi vesto veloce, mutande zuppe di sborra sua. Bacio ultimo, ‘A presto, amore mio proibito’. Esco dal parco, gambe molli, cuore ancora a mille. Guido verso casa, figa che brucia delizioso. Paolo mi accoglie, ‘Com’è andata la riunione?’. Sorriso innocente, ‘Bene, stanca morta’. Preparo cena, allatto il bimbo… ma sotto, il segreto mi scalda. Anello al dito, sborra di Luca in pancia. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani, vita normale. Venerdì, prossimo incontro. Non vedo l’ora.

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