Mi chiamo Patrizia, ho 35 anni, vivo a Milano. Lavoro in un’agenzia pub, sono sposata con Gilberto, ingegnere, e abbiamo due figli. Vita perfetta, no? O quasi. Mio fratello Franco è sposato con Nadia, 36 anni, tre bambini. Siamo legatissimi, andiamo in vacanza insieme. Tre anni fa, casa affittata a Sanremo per tre settimane. Giornate organizzate: noi donne a fare la spesa, uomini a lavare i piatti. Pomeriggi alternati, spiaggia o bambini.
Un mattino al supermercato, Nadia risponde al telefono. ‘Ciao amore… ti bacio, anch’io ho una voglia matta di te.’ Si allontana, ride. Franco è a casa con Gilberto e i bimbi. Strano. Il pomeriggio normale, ma sera in cucina Nadia è diversa. Ridente, frivola. Mi sfiora i fianchi preparando cena. Ha slacciato un bottone, vedo il solco dei suoi seni pieni. Tre gravidanze, tette generose. Io 1,70, castana, petto bello ma non enorme. Ci guardiamo.
Il Segreto Scoperto e la Tensione che Sale
A tavola si siede davanti a me, al posto di Franco. Mi fissa con sorriso malizioso. Gênée, arrossisco. Rido con lei. Dopo, metto a letto i bimbi, salgo in bagno. Bussano. ‘Patrizia, sono Nadia, entro?’ ‘Sì.’ ‘Quello che hai sentito… non è un uomo. È Nicoletta, la vicina. Mi ha sedotta due anni fa. Sono bi, e… tu mi piaci da sempre.’ Si avvicina allo specchio, mani sulle mie spalle. Sento il suo respiro caldo sul collo. Si appiccica, seni contro la schiena. Mani scendono sul ventre, sotto i seni. Breve esitazione. Cuore in gola. La mia fede luccica mentre lei mi accarezza. Le spalline della camicia da notte scivolano. Nuda. Lei pure. Baci sul collo. Mi giro, seni contro seni, pube contro pube. Mi bacia. Dolce, bagnato. Vorrei fermarla… ma no.
‘Fermiamoci,’ dico, raccogliendo la camicia. ‘Peccato,’ sussurra, bacio all’angolo della bocca. Notte insonne. Penso alle sue mani, al calore. Domani?
Colazione, Nadia fredda. Sorriso ignorato. Pomeriggio spiaggia, mariti coi bimbi. La guardo: corpo stupendo, tette sode. Mi mostra foto di Nicoletta. ‘Ti piacerebbe.’ Sì. Guardo altre donne, eccitata. Sera, sotto tavolo, piede sul suo polpaccio. Sorride. Assenso.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità
Dopo cena, corro in bagno. Lei lì, vestaglia trasparente. Tette, capezzoli duri, fica pelosa. Pelle d’oca. Mi butto tra le braccia sue. Baci lenti, lingue. Le tocco i seni, morbidi. Mano sul basso ventre, lei apre le cosce. Dito sul clito bagnato. ‘Sei fradicia.’ Lei nella mia fica, masturba piano. Umida come mai. Leccami le dita: ‘Gusta la tua fica.’ Salato, dolce. Succhio suo capezzolo.
‘Piano, verrou porte ma…’ Bussano. ‘Ragazze?’ Gilberto. ‘Nude, aspetta!’ Rido nervosa. ‘Fatti depilare la fica, vedrai.’ Bacio, esco tremando. In camera, mano in mutande, mi masturbo pensando a lei. Gilberto entra, mi penetra. Orgasmata forte, ma urlo per Nadia, la sua lingua immaginata.
Giorno dopo, noi sole coi bimbi. Loro dormono. Entro camera sua, short stretto, t-shirt senza reggiseno. Lei sul letto, nuda. Mi sdraio addosso. Baci. Lei lecca seni, pancia. Bocca sulla fica. Lingua ovunque, clito succhiato. Gambe spalancate, inondo. ‘Vuoi?’ ‘Sì.’ Si gira, 69. Fica sua davanti: labbra gonfie, peli umidi. Lecco, assaporo. Dolce-amaro. ‘Una alla volta.’ Lei mi mangia, io esplodo. Poi io a lei, dita dentro, leccala fino al squirt.
Sveglia bimbi, spiaggia. Vacanze fuoco: pomeriggi rubati, fiche depilate dopo, ma con lei. Rientro Milano, telefonate. ‘Vieni, ho bisogno della tua fica.’ Incontri segreti, mariti via. Adrenalina: fede al dito, ma dita sue dentro di me. Vita doppia. Di giorno mamma perfetta, sera troia lesbica. Colpevole? Poco. Eccitata da morire. Rischio preso, segreto gustato. Ancora trema il cuore.