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La Mia Doppia Vita: Sesso Selvaggio in Treno e il Marito che Non Sa Nulla

Sono sposata da dieci anni, avvocato rispettabile al Consiglio d’Europa a Strasburgo. Vita perfetta: casa accogliente a Lione, marito amorevole, weekend in famiglia. Ma dentro di me brucia un fuoco. Ogni venerdì prendo il treno notturno per tornare. Adrenalina pura, il rischio di farmi beccare mi fa bagnare.

Stasera, come sempre, salgo nel compartimento quasi vuoto. Mi siedo vicino al finestrino, tailleur grigio, camicetta bianca, gonna al ginocchio. Sotto, reggiseno di pizzo e autoreggenti nere. L’anello nuziale luccica al dito, mi ricorda chi sono fuori da qui. Il treno parte, luci basse. Mi assopisco pensando al marito che mi aspetta in stazione. Ma i pensieri… oddio, scivolano su fantasie sporche.

La Tensione del Segreto e l’Incontro nel Compartimento

Mi sveglio: compartimento pieno. Coppia di mezza età addormentata, due uomini da una parte. Di fronte a me, lui: quarantenne, occhi scuri, camicia aperta sul petto villoso. Lo guardo allo specchio della finestra. Gambe forti, pantaloni tesi. Il cuore mi batte forte. Cambio posizione, la mia gamba sfiora la sua. Niente. Insisto, la infilo tra le sue. Si aprono piano. Sta fingendo di dormire? Il liscio delle calze contro la sua pelle… mi bagna.

Lui alza lo sguardo, un sorriso complice. ‘Shh’, sussurra. Mi prende la mano, la posa sulla sua coscia. Sento il cazzo duro sotto il tessuto. Il mio anello freddo contro la sua zip calda. Tremo. Il treno rallenta in una stazione, gli uomini scendono. Restiamo soli con la coppia che ronfa. Si sposta vicino, mano sotto la gonna. ‘Sei fradicia’, mormora. Dita sul clito attraverso le mutandine. Geme piano.

Non resisto. ‘Vieni’, dico io, voce roca. Nel corridoio deserto, mi gira, alza la gonna. Sento il suo cazzo premere sul culo. ‘Prendimi’, ansimo. Entra piano nella fica, bagnata e calda. Il treno sobbalza, mi sbatte contro di lui. Forte, profondo. ‘Cazzo, sei stretta’, grugnisce. Io stringo l’anello, colpa e piacere mischiati. accelera, mi riempie. Vengo urlando piano, lui mi inonda di sborra calda.

L’Esplosione di Piacere e il Ritorno alla Normalità

Non basta. Mi trascina in bagno. Minuscolo, puzzolente. Mi siedo sul water, piscio davanti a lui, eccitata dal suo sguardo. ‘Leccami’, ordino. Mi succhia la fica, lingua dentro, sapore di piscio e sborra. Io gli tiro fuori il cazzo, gonfio. Lo prendo in bocca, succhio forte, lo ingoio fino in gola. ‘Brava troia’, geme. Mi sborra in bocca, ingoio tutto, gocciola sul mento.

Mi alza, gambe sulle spalle. Mi incula piano, il culo stretto lo stringe. ‘Sì, scopami il culo!’, gemo. Vado e vengo, clito pizzicato. Esplode di nuovo dentro. Puliamo tutto di fretta. Rientriamo, ci salutiamo con un bacio. Scendo dal treno, mutandine in tasca come trofeo. Marito lì, sorridente. ‘Com’è andato il viaggio, amore?’

‘Tutto bene’, mento, cuore a mille. A casa, cena, letto. Quasi mi scopre la macchia di sborra sulla gonna, ma no. Mi addormento con la fica che pulsa ancora. Domani lavoro, sorrisi falsi, ma dentro… sono viva. Questo segreto mi fa sentire potente, una puttana rispettabile. Non smetterò mai.

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