Ciao, sono Alessandra, 35 anni, sposata con Benny da otto, una figlia di cinque. Di giorno, avvocato in uno studio rispettabile a Milano. Elegante, alliance al dito, sorrisi cortesi ai clienti. Ma dentro… dio, quel fuoco che non si spegne. Tutto è iniziato un mese fa, all’università. Auditrice libera, corsi di filosofia per riempire il vuoto. E lì, lui. Il professor De Luca. Lionel, come lo chiamavo una volta. Il mio prof del liceo Zola, dieci anni fa. Barba grigia, occhi penetranti. ‘Alessandra? Ma dai!’ ha detto, sorpreso. Io ho arrossito. Cuore in gola. ‘Sì, prof… sono io.’
Abbiamo chiacchierato nei corridoi. Ricordi ambigui. Lui curioso, io evasiva. ‘Sei sposata? Figlia? Complimenti.’ Ma il suo sguardo… bruciava. Io sentivo l’alliance pesare al dito, mentre la sua mano sfiorava la mia per caso. ‘Devo andare, mia figlia mi aspetta.’ Bugie bianche. In realtà, correvo a casa con le mutande umide. La sera, con Benny che russava, pensavo a lui. Al liceo, mi aveva ‘aiutato’ con i libri, caffè segreti. Non era successo niente, ma l’aria era elettrica. Ora, sposata, rispettabile… e quel desiderio proibito riaffiorava. Messaggi innocui: ‘Domani lezione?’ Rispondo: ‘Forse.’ Ma il cuore batteva forte.
Il Ricongiungimento e la Tensione Crescente
Poi, venerdì scorso. Dopo il corso, mi ferma. ‘Un caffè? Solo per chiacchierare del passato.’ Esito. ‘Ok, ma veloce. Benny mi aspetta.’ Andiamo al suo studio, in facoltà. Porta chiusa. ‘Siediti.’ Profumo di libri vecchi, caffè. Parliamo. Del liceo, dei miei ‘sentimenti’ repressi allora. Lui confessa: ‘Ti ricordavo bene. Eri speciale.’ Mi avvicino. ‘E ora?’ Silenzio. La sua mano sulla mia gamba. ‘Alessandra…’ L’alliance brilla sotto la lampada. La copro con la sua palma. Cuore che martella. ‘Non dovremmo.’ Ma lo bacio. Famelico.
L’Acte Proibito e il Ritorno alla Normalità
Lui mi spinge contro la scrivania. ‘Sei bagnata?’ Sì, lo ero. ‘Fammi vedere.’ Alzo la gonna, mutandine nere di pizzo. Le strappa. Dita dentro, crude. ‘Cazzo, Alessandra, sei stretta.’ Geme. Io ansimo: ‘Sbrigati, prof… rischiamo.’ Lo tiro fuori. Cazzo duro, venoso. Lo prendo in bocca, veloce, saliva che cola. ‘Oh sì, succhia.’ Poi mi gira, contro il muro. Entra di colpo. ‘Ah! Piano…’ No, forte. Pompa, schiaffi sulle chiappe. ‘Ti scopo come sognavo.’ Io: ‘Più forte, fammi venire.’ Sento la fica pulsare, succhiare il suo cazzo. Sudore, odore di sesso. ‘Vengo…’ Mi riempie, sborra calda dentro. Trema. Io contraffatta, orgasmo violento. ‘Dio, Lionel…’
Cinque minuti. Ci rivestiamo. ‘Non una parola.’ Bacio veloce. Esco, gambe molli. In ascensore, sborra che cola lungo la coscia. Pulisco con un fazzoletto. Rientro a casa. Benny: ‘Com’è andata?’ ‘Bene, tesoro.’ Sorriso innocente. Preparo cena, bagno alla bimba. Ma dentro… euforia. Il segreto mi eccita. Alliance al dito, ma fica piena del suo sperma. Stanotte, con Benny, ho finto stanchezza. Pensavo a lui. Domani? Un altro messaggio. ‘Lezione privata?’ Il brivido… non smette. Sono rispettabile fuori, puttana dentro. E adoro questa doppia vita.