Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Mi chiamo Anna, ho 38 anni, avvocatessa a Milano. Di giorno, moglie perfetta di Marco, due figli, casa in ordine, tailleur impeccabile. Ma la notte… ehm, la notte divento un’altra. Jason, il mio amante. Un gigante con una Mustang nera, tatuato, occhi da predatore. Lavora in officina, puzza di olio e testosterone. Lo vedo di nascosto, ogni giovedì. Stasera, ho mentito a Marco: ‘Rientro tardi, udienza’. Cuore che martella mentre guido verso la periferia, verso il Dixie, quel bar di stronzi con jukebox e birra scadente. L’anello nuziale mi stringe il dito, lo guardo e mi bagno già. Che puttana sono.
Parcheggio. Phares che lampeggiano nel buio. È lui. Scendo, gonna al ginocchio alzata quel tanto, tacchi che cliccano sull’asfalto umido. Apro la portiera, lui ride: ‘Principessa, sei in ritardo’. Le sue mani grosse mi afferrano il culo, mi tira dentro. Odore di cuoio e sudore. ‘Mi manchi, troia’, ringhia. Io, con il cuore in gola, gli slaccio i jeans. Il cazzo salta fuori, enorme, venoso, cappella gonfia. Lo prendo in mano, l’anello luccica contro la pelle calda. ‘Succhiamelo, Anna. Come una brava moglie infedele’. Mi abbasso, bocca aperta. Lingua che gira sul glande, sapore salato. Lo ingoio piano, poi profondo. Gorgoglio, saliva che cola. Lui geme, mi afferra i capelli: ‘Sì, così, troia sposata’. Sento occhi su di noi, clienti del bar che sbirciano dal finestrino. Adrenalina pura, figa che pulsa.
Il Segreto che Mi Divora
Non resisto. Mi tiro su, gli monto sopra. ‘Scopami, Jason. Forte’. Spingo la fica bagnata sul suo cazzo. Entra tutto, mi riempie. Urlo piano, mordo il labbro. Muovo i fianchi, su e giù, tette che sbattono fuori dal reggiseno. Lui mi palpa, pizzica i capezzoli duri. ‘Sei mia, non di quel coglione’. Spingo più veloce, clitoride che sfrega. ‘Sborrami dentro, riempimi’. Ma no, lui ride: ‘Prima in bocca’. Mi tira giù, cazzo in gola, pompa. Sborra calda, densa, mi inonda la bocca, cola sul mento, sulle tette. Ne ingoio metà, il resto lecco come una gatta. ‘Buona ragazza’. Figa che gocciola, ma non c’è tempo. Klaxon lontano, rischio di fari poliziotti.
Pulisco veloce con un Kleenex, sperma appiccicoso sulla pelle. Bacio Jason, ‘A giovedì’. Torno in macchina, gonna lisa, trucco rifatto. Guardo l’orologio: 22:30. Arrivo a casa, Marco sorride: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca’. Cena, figli a letto. Sotto le coperte, mano in fica, rivivo tutto. Il cazzo di Jason, la sborra calda, gli sguardi dei voyeur. Sono eccitata da morire. Domani avvocatessa, stasera sua puttana. Questo segreto mi tiene viva. Dio, non smetterò mai.