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La Mia Doppia Vita: La Confessione di una Tresca nel Reparto Lingerie

Dio mio, non ci credo ancora. Io, Maria, 35 anni, sposata da otto con Luca, avvocato rispettabile, mamma di due bimbi, impiegata in banca. Vita perfetta, no? Tutti mi guardano come la donna perbene. Ma dentro… dentro brucio. Ieri pomeriggio, fine turno, entro in quel negozio di lingerie in centro. Adoro perdermi tra pizzi e sete. Rayon quasi vuoto. Solo lui, un signore sui 60, elegante, occhi maliziosi, che sfiora le giarrettierine nere.

Lo noto subito. Mi ha seguita dal reparto profumi? Sento il suo sguardo sulle mie gambe nude sotto la gonna corta. Il cuore mi batte forte. Le mie chiappe quasi scoperte nella mutandina di pizzo… arrossisco. Lui mi fissa, io fingo di guardare reggiseni. Poi: “Scusi, mi dà un consiglio?”. Mani piene di completini: rosso, nero, bianco. “Per una come lei”. Boom. Le guance in fiamme. “Il bianco, con la guêpière”. Lui sorride: “Glielo offro. Provi”. Chiama la commessa. Entriamo in cabina. Stretta, specchi ovunque. “Si giri”. Ma non si gira. Mi spoglio piano, chemisier aperto, reggiseno via. Seni nudi. Lo sento respirare. Mi eccita da morire. Indosso il completo. Gambe accavallate da mannequin. “Splendida”. Prende calze con bordo di pizzo. Le infilo lenta, string tra le natiche. La sua mano mi sfiora il braccio. “Non cada”. Vicini. Il suo profumo. La figa mi bagna. Tiro via la mutandina. “Non ci abbina”. Cade a terra. Lui la raccoglie, l’annusa. Vicino al mio sesso. Tremavo.

Il Primo Sguardo e la Tensione Irresistibile

“Cena stasera? Ristorante di fronte, 20”. Esito. L’adrenalina… “Va bene”. “Tenga la biancheria”. Esco, commessa sorride. String? “In tasca”. Bugia.

Alle 19:50, hotel-restaurant chic. Mi accoglie un cameriere. Tavolo appartato. Champagne. Sento il suo profumo. Mani sulle spalle. Bacio. “Bellissima”. Tailleur viola, tacchi, solo la lingerie sotto. “Senza mutande, spero”. Tira fuori la mia string dalla tasca, la annusa davanti a tutti. “Dice che faremo l’amore”. Io: “Mai”. Ma coulo come una fontana. Mani sulla coscia, dita nella fica. “Eccitata”. Soldi in un pacchetto Hermès. “Per te, cortigiana”. Offesa, ma… eccitata. “Andiamo su”.

L’Esplosione di Passione e il Ritorno al Segreto

Camera 322. Porta chiusa. Urgenza. Mi strappa il tailleur. Guêpière slacciata, seni liberi. Mi bacia il collo, morde capezzoli duri. Mani ovunque. “Sei fradicia”. Gira la mia alleanza: “Tuo marito non sa”. Mi butta sul letto. Pantaloni giù, cazzo duro, grosso, venoso. Lo prendo in bocca, succhio forte, saliva che cola. Geme. “Brava troia sposata”. Mi alza le gambe, calze tese. Entra di colpo nella fica bagnata. “Ahhh! Sì!”. Pompa forte, rapido. Colpi secchi, palle che sbattono. “Ti scopo come una puttana”. Io: “Più forte, prima che torni a casa”. Mi gira, a pecorina. Vede l’alleanza mentre mi sbatte. Dita sul clito. “Vengo!”. Squirt, lenzuola zuppe. Lui dentro, sborra caldo, pieno. Ansimo. “Ancora?”.

Doccia veloce. Soldi in borsa. Bacio. Esco. Taxi. Casa. Luca dorme. Bimbi a letto. Mi guardo allo specchio: alleanza luccicante, figa gonfia, profumo di lui. Cuore che martella. Domani ufficio, sorriso finto. Ma dentro… il brivido. Segreto mio. Ne voglio ancora. Dio, che doppia vita.

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