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La Mia Doppia Vita: Il Brivido di una Scopata Segreta Prima di Tornare a Casa

Sono Maria, avvocatessa a Milano, sposata da dieci anni con un uomo perbene. Di giorno, tailleur impeccabile, riunioni in studio, sorrisi ai clienti. L’anello al dito che brilla sotto le luci fluorescenti. Ma dentro, un fuoco che non si spegne. David, il mio amante, un collega affascinante. Ci mandiamo messaggi criptati, sguardi complici nei corridoi. Oggi, dopo l’udienza, gli ho scritto: ‘Hotel vicino, 10 minuti’. Il cuore mi martella nel petto mentre guido. ‘E se mio marito chiama?’, penso. Ma l’adrenalina mi bagna già tra le cosce. Parcheggio, salgo di corsa. Lui è lì, porta aperta, sorriso da predatore.

Entro, chiudo a chiave. ‘Presto, ho poco tempo’, gli dico, già slacciandomi la camicia. Mi spoglio nuda, tremando. Lui si mette dietro di me, torace contro la mia schiena, cazzo duro che preme tra le chiappe. Sento il suo respiro caldo sul collo. Mi bacia piano, lecca il lobo dell’orecchio. Le sue mani… dio, quelle mani. La sinistra scivola sui fianchi, sul ventre, sale ai seni. pizzica i capezzoli duri come sassi. La destra resta ferma sul mio stomaco, mentre io ansimo. ‘David… ti prego…’, balbetto. Il suo cazzo pulsa contro di me, ma lui è calmo, maledettamente calmo. Mi fa impazzire.

Il Segreto che Mi Consumava

Non resisto. Allargo le gambe, lui infila un dito nella fica bagnata. Aperta, fradicia. ‘Cazzo, sei una troia sposata’, mormora. Muove piano, va e vieni delizioso. Poi tocca il clitoride, lo sfrega. Mi piego all’indietro, gemo piano. Spingo i fianchi contro la sua mano, lui risponde con colpi d’anca. Danziamo così, indecenti. Sto per venire, il cuore esplode… e si ferma. ‘Non ancora’, dice ridendo. Mi giro, furiosa di desiderio. Mi mette in ginocchio sul letto, da dietro. Riapre le cosce, dito nella fica, poi un altro nel culo. Lento, preciso. ‘Ahhh… sììì!’, grido. Mi penetra così, alternando, fino a che le braccia cedono.

L’Esplosione di Piacere Proibito

Mi ferma di nuovo. ‘Voglio scoparti ora’. Mi bacia per zittirmi, lingua famelica. Mi sdraia, scende tra le gambe. La sua bocca sulla fica… lecca piano, torturandomi. ‘Prendimi! Scopami col tuo cazzo!’, lo supplico, stringendogli la testa con le cosce. Si ferma ancora. Sono un disastro, sudata, petto che ansima. Poi, finalmente, mi penetra. Il suo cazzo grosso mi riempie di colpo. Urlo, mi inarco. ‘Cazzo, sei strettissima!’, ringhia. Mi scopa forte, mani che tengono le mie sopra la testa, l’anello che sfrega contro la sua pelle. Vengo come una pazza, la fica che si contrae, schizzi di piacere. Lui continua, pompa, poi sborra dentro di me, caldo, profondo. ‘Grazie, amore mio’, ansima.

Mi rivesto di fretta, fica che gocciola ancora il suo sperma. Bacio veloce, esco. Guido verso casa, le cosce appiccicose, sorriso colpevole nello specchietto. Marito mi aspetta con la cena. ‘Com’è andata al lavoro?’, chiede. ‘Bene, stanca morta’, mento, sentendo il brivido nel ventre. Il segreto mi eccita da morire. Domani, un altro messaggio. Non smetterò mai.

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