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La Mia Doppia Vita: Il Segreto Bruciante con l’Uomo dell’Incidente

Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da dieci con Marco, un uomo perbene, avvocato come me. Di giorno sono la professionista impeccabile, tailleur stretto, capelli raccolti, alliance al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. La gente mi guarda con rispetto, ‘Dottoressa Rossi, sempre così composta’. Ma dentro, c’è un fuoco che mi divora. Tutto è iniziato una settimana fa, in pieno centro. Camminavo di fretta, telefono in mano, e lui mi ha urtato. Un tipo alto, occhi scuri, barba incolta. ‘Scusi!’, ha detto, ma io, stressata, ho sbottato: ‘Guardi dove cammina!’. Lui ha riso, ‘Calma, bella, non era voluto’. Bella? Il cuore mi è partito. Abbiamo litigato per un minuto, ma i suoi occhi mi trapassavano. Mi ha preso il braccio, ‘Lascia che ti offra un caffè per scusarmi’. Ho detto no, ma il numero ce l’ho preso lo stesso. Da lì, messaggi. ‘Stasera?’, ‘No, marito a casa’. L’adrenalina del proibito mi fa bagnare solo a pensarlo.

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Non resisto più. Ieri, dopo l’ufficio, gli scrivo: ‘Parcheggio dietro l’ospedale, 5 minuti’. Guido con le mani che tremano, il cuore in gola. Parcheggio la macchina, lui è lì, in una vecchia Fiat. ‘Sali’, dice con voce rauca. Chiudo la portiera, e già mi bacia. Baci violenti, lingua che invade la bocca, mani ovunque. ‘Cazzo, Elena, ti voglio da morire’, mormora. Io ansimo, ‘Shh, veloce, devo tornare’. Mi slaccio la camicia, il reggiseno salta, lui mi succhia i capezzoli duri come sassi. ‘Sei così troia sotto quel tailleur’, ride. Io gemo, ‘Sì, scopami, ma piano’. Mi tira su il vestito, mutandine di lato, e infila due dita nella fica fradicia. ‘Sei una fontana’, dice, leccandosi le dita. Io lo apro, tiro fuori il cazzo duro, grosso, venoso. ‘Prendilo in bocca’, ordina. Lo ingoio, lo lecco fino alla base, lo sento pulsare. ‘Cazzo, che bocca’. Poi mi gira, a pecorina sul sedile, e me lo sbatte dentro tutto. ‘Aaaah!’, urlo piano. Pompa forte, schiaffi sul culo, ‘Ti piace tradire, eh? Con l’alliance al dito’. Sì, mi eccita da morire, il metallo freddo contro la sua pelle calda. Mi infila un dito nel culo mentre mi scopa, ‘Vieni, puttana’. Io esplodo, la fica si contrae, squirto sul sedile. Lui accelera, ‘Prendo la tua sborra dentro?’. ‘No, fuori!’, ma è tardi, mi riempie, caldo, appiccicoso. Esce, sperma che cola sulle cosce.

Il Contrasto tra Normalità e Desiderio Nascosto

Esco barcollante, mi asciugo con un fazzoletto, sistemo il trucco. Guido a casa, Marco mi aspetta con la cena. ‘Com’è andata al lavoro?’. ‘Bene, amore’, sorrido, il sapore del suo cazzo ancora in bocca. Mi siedo, l’alliance luccica, ma sotto la gonna, la fica pulsa ancora. Il segreto mi fa sentire viva, potente. Domani? Un altro messaggio. Non vedo l’ora.

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