Sabato pomeriggio, 16:30. Dico a mio marito che vado a fare shopping con un’amica. Lui annuisce distratto, con un bacio sulla guancia. Io sorrido, ma il cuore mi batte forte. L’anello nuziale luccica al dito mentre infilo il cappotto. Esco di casa, cammino veloce fino al muro di cinta. Lì, la Mercedes coupé del mio amante, Marco, nera e discreta. Salgo, le gambe tremano. ‘Non ti preoccupare, Sofia’, mi dice lui con quel sorriso da predatore. ‘Oggi ti porto in paradiso, e tuo marito non saprà mai niente.’
Parte, e il suo monologo inizia. ‘Sai, sono incazzato con tuo marito. Ti scopo mentre lui lavora, ma voglio punirlo facendoti urlare di piacere.’ La sua mano destra atterra sulla mia coscia. Accarezza piano, il nylon delle calze stride sotto le dita. Io arrossisco, ma non la fermo. ‘Mi aiuterai a preparargli una sorpresa. Tornerà domenica, e io lo farò impazzire attraverso te.’ Stringe la carne, e sento la fica bagnarsi. ‘Scusa se ti userò, ma è involontario.’ I suoi occhi bruciano. Deglutisco, eccitata e colpevole. Alle 17:30, parcheggiamo in Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Sacchetti già pieni, ma entriamo nei negozi. Ogni cabina d prova è un inferno.
Il Mensonge e la Tensione Crescente
‘Sto bene con questa gonna?’, chiedo fingendo. Marco entra con me. ‘Fammi vedere.’ Le sue mani frugano sotto la gonna, sfiorano la fica nuda – ho tolto le mutande prima. ‘Sei fradicia, troia.’ Esco con le guance rosse, la commessa sorride maliziosa. Pensano siamo lesbiche? In una boutique di lingerie, la proprietaria dice: ‘Che figlia carina.’ Marco ride nervoso. Compra tutto: per me, per lui. Piedi doloranti, ultima boutique. Gonna nera fessurata sul culo. Entro, Marco mi scalda: dita dentro, ‘Shh, godi.’ Chiama la commessa, brunetta piccante in minigonna. ‘Problema con la caduta davanti.’ Mi giro, la fica gonfia spinge il tessuto. Lei si inginocchia, viso a un soffio dal mio sesso. ‘Tocco il difetto.’ Palpa la fica attraverso la stoffa, dita esperte sul clitoride. Ansimo. ‘Problema grosso’, dice Marco arrotolando la gonna. ‘Bella fica’, ribatte lei, infila un dito dentro. ‘Bagnetta.’ Mi massaggia, respiro affannato, tette che si alzano. ‘Abbiamo una soluzione.’ Sparisce, torna con un vibratore sottile. ‘Inseriscilo, tiene tutto al posto.’ Me lo infila piano, clikka la cinghia. Bacia il clitoride. ‘Perfetto.’
Marco paga, mi manda a un caffè con i sacchi. ‘Bevi un tè, io ho da fare.’ Mi siedo, vibro acceso basso. Allontano due stronzi che ci provano. Rido: sono una puttana sposata. Torna con un sacchetto anonimo. Rientriamo piano, chiacchierando futilità. Ridiamo come amiche. La sua mano tra le mie cosce è tenera ora. Arriviamo alla sua villa fuori città, notte cala. Scarichiamo sul terrazzo, whisky-coca a terra, schiena al muro. La mia testa sul suo petto. Mano sul ventre, attraverso seta. Il cazzo gli si drizza contro la gaine? No, vibro pulsa. ‘Non resisto’, dico. Mi bacia piano, lingua timida entra. Mani sul viso, mie nei capelli. Bacio eterno, lento. Provo a slacciare il vibratore, lui nota. ‘Toglilo.’ Si alza, mi tende la mano. ‘Stasera sei Sofia, non la moglie. Entra in me.’ Mi spoglio in salotto, corro in bagno. Lo trovo nudo sul letto, cazzo dritto, grosso. Biondo naturale, fica? No, lui uomo, ma io lo cavalco.
L’Acte Proibito e il Ritorno al Segreto
‘Vieni qui.’ Mi sdraio su di lui, fica sulla sua verga. Gocce lucide sul mio monte. Punta il cazzo all’ingresso, entro lenta. Caldo tropicale avvolge la cappella. Pubi si urtano. ‘Non muoverti.’ Sento la fica contrarsi, stringe il suo uccello. Mani sulle chiappe, mi blocca. ‘Senti come ti milko?’ Contrazioni forti, clitoride pulsa. Sudore, umori. Voglio muovermi, ma tiene. ‘Ora batti forte!’ Gambe aperte, pompo. Cazzo scivola nella fica inondata. ‘Cazzo, Sofia, sei una figa stretta!’ Grido, graffio schiena. Lui spinge su, monti sbattono. Orgasm ioverlap: ‘Vengo! Sborra dentro!’ Sperma caldo mi riempie, fica trema. Ultimi colpi, corpi tesi. Crollo su di lui. ‘Meglio di tuo marito?’ ‘Diverso… ma divino.’
Dormiamo intrecciati, mano sulla sua fica no, sul suo cazzo appassito. Domenica torno a casa, cena con marito. Sorriso innocente, ma mutande umide di sperma secco. Il segreto mi eccita. Domani ufficio, rispettabile. Ma rivivo la cabina, il cazzo dentro. Cuore batte ancora. Quando rifacciamo?