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La Mia Doppia Vita: Il Segreto Bruciante nel Bosco con i Due Giovani

Mi chiamo Isabella, ho 36 anni, avvocatessa in un paesino della Toscana. Sposata da dieci anni con Marco, un uomo perbene, padre amorevole, vita impeccabile. Di fuori sono la donna rispettabile, con tailleur eleganti e l’anello che brilla al dito. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho un’amica, Giulia, stessa situazione: sposata, insegnante, stessa sete repressa. Parliamo sempre di sesso nei caffè, sussurrando. ‘Isabella, non ne posso più di questa routine’, mi dice lei. ‘E se provassimo qualcosa di vero, prima che sia tardi?’

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Quelle vacanze estive, i cugini di Giulia erano in paese dalla zia. Due ragazzi universitari, Luca e Matteo, sui 22 anni, belli da impazzire. Luca alto, moro, occhi scuri; Matteo biondo, atletico. Li avevamo spiati. ‘Facciamo una passeggiata in bici?’, propone Giulia. Io esito. Il cuore mi batte già forte. ‘Dimmi a Marco che vado a fare sport con te. Ma promettiamo: solo quello che vogliamo noi, niente di più, e silenzio assoluto.’ Lei annuisce, eccitata. Il mio telefono vibra quella sera: ‘Domani, 14. Ok.’ Non dormo. Scelgo la minigonna più corta, mutandine verdi trasparenti che segnano la fica. Niente reggiseno sotto la maglietta. Domani… dio, domani.

Il Mensonge per Uscire e la Tensione che Sale

Alle 13:30 pedalo verso Giulia, il vento solleva la gonna, l’aria fresca sulla pelle nuda mi fa fremere. Loro sono lì, timidi ma sorridenti. Baci, chiacchiere leggere. ‘Andiamo al bosco delle Querce, giù al fiume’, dico io, guidando. Passiamo davanti, gonne al vento, so che guardano le nostre cosce, le mutandine. Sorrisi complici con Giulia. Arriviamo, nascondiamo le bici. Ci sediamo sull’erba, gambe aperte piano, innocenti. Loro arrossiscono, occhi fissi tra le nostre cosce. Il mio cuore tuona. ‘Promettete: non dite niente a nessuno, e fate solo quello che vi diciamo’, sbotta Giulia. Annuiscono, intrigati.

‘Siamo sposate, vergini di avventure vere. Vogliamo vedere… i vostri cazzi.’ Sorpresa, ma eccitazione nei loro occhi. Si alzano, io davanti a Luca. ‘Bandi già?’ ‘Sì’, mormora lui. Gli calo i pantaloncini, poi le mutande. Il cazzo salta fuori, duro, peloso, orizzontale. Rido nervosa. Giulia fa lo stesso con Matteo: più lungo, grosso, verticale, pochi peli biondi. Bellissimo. ‘Ora tocca a voi.’ Ci alziamo, loro in ginocchio. Mi tolgono le mutandine – ‘Posso tenerle?’ – sì, le prendo io le tue in cambio. La mia fica bionda, rasata poco, labbra visibili. Foto con il telefono, jupe alzata. Durano di più.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità

‘Toccatele.’ Mano sulla verga, palle morbide. Coulisso piano, gland umido. ‘Ci fate la sega da soli?’ ‘Sì.’ Scambio con Giulia, prendo Matteo. Voglio quel cazzo perfetto. ‘Se avvertite, vi succhiamo.’ Lingua sul gambo, salato. Goccia pre-sborra, neutra. Lo prendo in bocca, succhio, delizioso. Calore tra le gambe, fica bagnata. Giulia uguale. ‘Sto per venire!’ dice Matteo. Mi tolgo la maglietta, tettine piccole nude. Lui si sega contro la mia guancia. Jet caldo, denso, sulla faccia, mento, seni. Ne spalmo sul suo cazzo, lo lecco, assaggio la sborra: strana, ma eccitante. Foto con cazzo in bocca, sperma gocciolante. Giulia si fa venire sui seni, poi labbra.

Troppo tardi, dobbiamo tornare. Sciacquiamo in fiume, senza mutande, gonne umide. Pedalo a casa, sborra secca sulla pelle, anello che sfrega il manubrio. Marco: ‘Com’è andata la passeggiata?’ ‘Bene, sudata.’ Sorrido, dentro esplodo. Segreto salvo, doppio io: moglie di giorno, troia assetata di notte. Domani? L’ansia del rischio mi fa venire stasera, sola. Non vedo l’ora.

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