Mi chiamo Ludovica, ho 28 anni, sono avvocata in uno studio importante a Milano. Sposata con Luca da tre anni, casa perfetta, cene eleganti, amici che ci invidiano. Tutti pensano che sia la moglie ideale, seria, pudica. Ma ho un segreto che mi fa impazzire. Marco, il mio amante, 35 anni, collega affascinante e scopatore nato. Ci conosciamo da un anno, e ogni volta che lo vedo, la figa mi si bagna all’istante. Adoro quel brivido, il rischio di farmi beccare. L’anello al dito che luccica mentre penso al suo cazzo duro.
Oggi ho mentito a Luca. ‘Devo fare un sopralluogo per un cliente sul lago di Como, torno tardi’. Cuore che batte forte mentre guido la mia Audi. Indosso gonna leggera nera, camicetta bianca, tacchi. Sotto, mutandine di pizzo, ma so che finiranno giù presto. Chiamo Marco: ‘Sto arrivando, amore. Quel parcheggio isolato nel bosco, ok?’. ‘Sì, troia mia, ti aspetto con la cappella gonfia’. La voce mi fa tremare le cosce. Parcheggio vuoto, sole che filtra tra gli alberi, aria fresca di lago. Scendo, lui è lì, appoggiato alla macchina, sorriso da predatore. Mi abbraccia, mano sul culo. ‘Sei bellissima, Ludy. Pronta a farti sfondare?’. Annuisco, colpevole ma eccitata da morire. ‘Sì, ma veloce, devo tornare prima che Luca sospetti’.
Il Segreto che Mi Brucia Dentro
Mi piega sul tavolo di legno del picnic, bosco silenzioso ma chissà chi passa. Alza la gonna di scatto, tira giù le mutandine fino ai ginocchi. Sento l’aria fredda sulla figa rasata. ‘Cazzo, sei già fradicia’. Il suo cazzo esce dai pantaloni, grosso, venoso, duro come ferro. Me lo struscia sulle labbra gonfie, poi spinge dentro con un colpo secco. ‘Ahhh!’, gemo piano, mordendomi il labbro. Mi riempie tutta, la cappella contro il collo dell’utero. Inizia a pompare forte, ritmico, le sue mani sui fianchi. Il mio anello matrimoniale sfrega il legno ruvido mentre mi tengo. Cuore in gola, ‘Piano, Marco, se arriva qualcuno…’. ‘Zitta e goditelo, puttana sposata’. Ogni affondo mi fa ansimare, la figa che schizza cyprine sulle cosce. Sento le sue palle sbattere contro il mio clitoride, il sudore che cola. Mi infila due dita nel culo mentre mi scopa, dilatandomi. ‘Ti piace, eh? La tua figa stretta sul mio cazzo’. Gemo più forte, ‘Sì, scopami più forte, fammi venire!’. L’orgasmo mi travolge, spasmi violenti, urlo soffocato. Lui accelera, ‘Prenditi la sborra, troia!’, e schizza dentro, fiotti caldi che mi riempiono la fica. Tre, quattro getti, trabocco lungo le gambe.
Si ritira, io tremo ancora. Mi alzo veloce, mutandine su, gonna giù, ma sento lo sperma colarmi dentro. Mi bacia il collo, ‘Brava, amore. Prossima volta ti apro il culo’. Salgo in macchina, gambe appiccicose, odore di sesso nell’abitacolo. Guido verso casa, il cuore rallenta piano. Arrivo, Luca sorride: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca morta’. Cena normale, lui mi accarezza la mano sull’anello. Ma io? Sotto il tavolo, figa gonfia piena di sborra dell’amante. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questo segreto mi fa sentire viva, una doppia donna: la moglie per bene e la troia affamata. Non vedo l’ora del prossimo rischio.