Sono Laura, 48 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Marco da vent’anni, casa perfetta, figli grandi. Fuori, sembro la donna ideale: tailleur impeccabili, rosari in chiesa la domenica. Ma dentro… dio, dentro brucio. Frequento slam poetici underground da anni. Testi sporchi, pieni di ‘cattive’ e ‘cazzone’, che fanno arrossire le signore perbene. Loro mi chiamano per la seconda parte della serata, quando il pubblico è già caldo.
Ieri sera, messaggio da Karina: ‘Evento speciale in bosco, slam nudo. Poesie erotiche, nudi sul palco, masturbazione libera. Luna piena, isolato’. Ho esitato. Marco mi aspettava per cena. ‘Tesoro, cena con colleghe, tardi’, gli ho detto baciandolo. Cuore in gola, anello nuziale che stringe. Ho guidato due ore, GPS impazzito tra stradine di campagna. Sudavo, mutande già umide. Arrivo: clairière nascosta, 50 persone, palco di legno illuminato. Birre fredde, risate. Karina, elegante bruna sui 50, mi nota: ‘Pseudonimo?’
Il Segreto che Mi Brucia Dentro
‘Calpurnia’. Lei sorride. Primo a salire: Lilith, timida con marito al seguito. Si spoglia in 30 secondi, tette piccole dure, recita tremante. 8.5. Poi Nounours, bestione peloso, cazzo viola eretto come un palo. Si sega mentre declama amore per la moglie, sborra sul pubblico. Groupie aprono bocche. 9.2. Noemia, 55 anni bionda formosa, cicatrice sul ventre. Roba via, figa rasata aperta, si infila mano in fica e culo, orgasmo esplosivo, squirt sul davanti. 9.9. Io tremo sul banco.
‘Karine chiama: ‘Calpurnia!’. Vescica piena, birra di troppo. Mi alzo, gambe molli. Pubblico tace. Mi slaccio camicetta, reggiseno. Tette mie, 48 anni, un po’ cadenti ma capezzoli duri. Penso a mamma che mi sculaccia da bambina. Mutande zuppe, le calo: figa pelosa esposta, vento fresco su labbra gonfie. Apro gambe, micro in mano, occhiali per leggere. Declamo: fessate al collegio, suore cattive, cella buia con compagna lesbica. Mi schiaffeggio culo forte, eco nel bosco. Mano su clito, giro vorticoso. ‘Lingua nella fica bagnata, dito nel culo stretto…’. Voglio pisciare, voglio venire. Urlo finale, ma orgasmo sfugge. 9.1. Applausi.
Mi rivesto di fretta, corro nei cespugli. Piscio accovacciata, vedo Nounours urinare in piedi, la sua donna a pecora riceve getto in faccia. Lei, quella delle regole sul palco, gli guida la testa in fica. La guardo, eccitata. Torno, mi siedo vicino Noemia. ‘Ero io che ho goduto durante il tuo slam’, sussurra. ‘Frustrata?’. Mano sua nel mio jeans, dita esperte su clito. ‘Sì… oh cazzo…’. Mi lecca dita umide, poi bacio profondo, lingue attorcigliate. Viene un tipo, mi inginocchio? No, lei ok. Le succhiano piedi polverosi mentre un vecchio slammer sborra sul palco.
L’Estasi Nuda e il Ritorno a Casa
Noemia si gira, mi sfila jeans. ‘Siediti su di me’. Gode-ceinture prestato, lo indosso. Lei si impala sul dildo nel culo, cicatrice sotto dita mie. ‘Fottimi forte’. Bacino oscilla, contrae sfintere, geme piano. Io palpando tette pesanti, aréole scure. Lei squirt di nuovo, io vengo con lei, figa che pulsa. Odore di pino e sborra. Due tizi le eiaculano sui piedi, le puliscono.
Aurora spunta, Noemia vince. Orgy sul palco, io guardo stanca. Aiutiamo a smontare, la riaccompagno. In auto, mi penetra con dildo mentre guido. ‘Fermati’. Parcheggio, ci lecciamo fighe al sole, lingue profonde, succhio clito gonfio. ‘Torneremo’, dice.
Casa, Marco dorme. Mi lavo via odori, anello luccica. Cuore ancora batte. Segreto intatto, figa che freme al ricordo. Domani avvocatessa, stasera puttana del bosco. Adrenalina pura. Non smetto.