You are currently viewing La Mia Notte Proibita con il Gigante Nero: Confessioni di una Moglie per Bene

La Mia Notte Proibita con il Gigante Nero: Confessioni di una Moglie per Bene

È successo l’anno scorso, a Milano. Mio marito, lo adoro, ma è sempre via per lavoro, diplomatico, settimane intere all’estero. Io, Fiora, 38 anni, venditrice di attrezzature mediche, vita perfetta: casa in ordine, yoga, amici per bene. Ma dentro… dio, quanto mi manca il brivido. Un tempo eravamo selvaggi, lui mi ha aperto al sesso senza freni, piercing ai capezzoli e al clitoride ne sono testimoni. Poi ho fermato tutto, fedeltà assoluta. Lui? Ha le sue avventure, ma io no. O almeno, così era.

Quella sera, bar con la mia amica d’infanzia, Sofia. Parliamo di tutto, lei sa i miei segreti. ‘Fiora, vieni in quel club swingers dopo? Tuo marito ti tradisce, fai lo stesso!’ Rido, dico no. Poi entra lui: un nero enorme, quarant’anni, due metri di muscoli, seguito da una banda. Occhi che mi trafiggono. Cuore che batte forte. Mi alzo per ‘andare in bagno’, passo vicino. Niente. Torno, Sofia se ne va. Io resto. Bevo. Due ore. Loro escono, li seguo. Club hip-hop, piena di neri, io in tailleur e gonna corta da ufficio, unica bianca sola. Mi fissano, ma io guardo solo lui, François, congolese.

Il Segreto che Bolliva Dentro di Me

Un suo scagnozzo: ‘Mia sorella, il capo ti invita.’ Vado, titubante. Mi cinge la spalla, ordina un cosmo, il mio preferito. ‘Fiora.’ ‘François.’ Parliamo, mento sul lavoro. ‘Sei sposata?’ ‘Sì.’ ‘Ti andrebbe di tradirlo?’ Arrossisco. ‘No!’ Ma danza con me, coscia tra le mie, mano sul culo, sotto la gonna, sul perizoma. Bacio. Lingua. Mi stacco, chiamo marito. ‘Ti amo…’ Voce lontana dall’Asia. François mi toglie il telefono, accarezza la figa. ‘Shh, lascialo aspettare.’ Spegne il cell, lo allontana. ‘Ultimo drink da me?’ ‘Non so…’ ‘Andiamo.’

Mercedes, joint, arrivo villa in Brianza, ore 3. Sauna. Mi spoglio, nuda con asciugamano. Lui lì, cazzo mostruoso, 30 cm molle. Sudiamo. ‘I piercing bruciano!’ Gli mostro tette, anelli d’oro. Li stacca, succhia un capezzolo. Poi l’anello della figa, tira il clitoride gonfio. ‘Te li rimetto dopo.’ Erezione: bestia nera, venosa. Mi porta su tavolo massaggio, a pancia giù. Olio caldo sulla schiena, fianchi. Mani enormi mi aprono il culo. ‘Sei bagnata fradicia, troia.’ Dito in figa, poi due. Geme: ‘Cazzo, stringi.’ Mi gira, spalanca cosce. Lecca clitoride, lingua grossa. ‘Urlo piano, mordi lenzuolo.

L’Esplosione di Puro Sesso e il Ritorno alla Normalità

‘Prendimi.’ Si alza, cazzo puntato. Sfrega cappella sulla fica aperta. Entra piano, allarga. ‘Ahhh! Troppo grosso!’ Spinge, metà dentro, pausa. Io: ‘Dammelo tutto, scopami!’ Affonda, pancia contro pancia. Batte, forte, letto trema. Tette che rimbalzano, piercing tolti ma capezzoli duri. ‘Più forte, nero mio!’ Mano sul collo, mi sbatte. Cambia, a pecorina: cazzo mi spacca, palle contro clito. Vengo, squirto. Lui grugnisce, pompa. ‘Dove?’ ‘In bocca!’ Mi gira, sborra fiumi caldi in gola, ingoio tutto. Esausti, sudati.

All’alba, mi riveste, rimette piercing e fede. ‘Torna, Fiora.’ Guido a casa, marito chiama: ‘Tutto ok?’ ‘Sì, amore.’ Doccia, trucco, ufficio. Cuore ancora batte. L’anello al clito sfrega, ricordo quel mostro. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. La doppia vita… il segreto mi fa viva. Lo rifarei domani.

Leave a Reply