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Confessione dall’Etiopia: La Mia Doppia Vita da Moglie Respectable

Dio mio, non so da dove iniziare. Sono italiana, sposata da anni con Daniele, avvocato rispettabile, vita perfetta a Milano. Lui con ernia discale, convalescente, ci offrono missione ad Addis Abeba. Vado con lui, infermiera e compagna. Arriviamo al Hilton, piscina geotermica deliziosa, ma io mi sento inutile. Lui e Jean-Luc, collega métis, bello da morire: capelli neri, occhi ardenti, corpo atletico. Parla francese, ride, mi spiega tutto. Io? Trascino valigie, sorridevo, ma dentro… un formicolio.

Giorni vuoti in piscina, poi incontro Anna e Jim, danesi. Simpatici, ma è Jean-Luc che mi strega. Serata in discoteca hotel: Anna ci prova con lui, gelosia pura. ‘È mio!’, sibilo. Lei ride: ‘Che vinca la migliore’. Io esco le unghie. Baci appassionati, mi trascina in macchina. Cuore in gola, al dito l’anello nuziale luccica sotto la luna. ‘Dal primo giorno ti voglio’, mormora. Non resisto.

La Routine Quotidiana e il Primo Brivido del Desiderio

La tensione sale. Daniele mi aspetta per massaggi, ma io… oh, quel brivido. Vita pubblica: moglie devota. Dentro, fiamme. Passeggiate Entoto, mani sotto gonna, baci tra turisti. ‘Jean-Luc, fermati!’, rido falsa, ma adoro gli sguardi. Rischio di tutto.

Poi il viaggio. 4×4 lussuoso, Daniele davanti sofferente, Jean-Luc dietro con me. Pista tortuosa verso Awash. Lui mi tocca cosce, clitoride. Ansimo piano. Autista, Henok, occhi verdi, ci vede nello specchietto. Daniele si gira: ‘Più decenza, per favore’. Silenzio. Ma io? Eccitata da morire. Henok sorride complice.

L’Acte Proibito e il Ritorno al Segreto

Sosta Awash. Jean-Luc per khat, Daniele resta. Henok mi porta retro auto. Paura, vergogna. ‘My name Henok’, dice. Mi tocca seno. Seguo in officina, anello brilla contro mano scura. Mi spoglia, cazzo enorme, duro. Mi piega su pneumatici, mi penetra brutale. ‘Ah!’, gemo. Colpi violenti, pancia contro culo. Viene dentro, sborra calda cola. Mi masturbo lui, lo risudo. Mi solleva, mi sbatte contro muro, mi scopa selvaggio. Succhia capezzoli, mordo labbro. Orgasmo mi travolge, figa stringe cazzo, spasmi ovunque. Lui esplode di nuovo, riempie pancia.

Amico entra con acqua calda. Mi lavo, tremante. Ritorno, Daniele mastica khat: ‘Tardi eh?’. ‘Niente di interessante’, mento. Segreto intatto. Hotel sera, Daniele dorme. Io? Figa gonfia, sborra dentro, eccitata. Prossimi giorni Harar, con Henok solo. Lago Alem Maya, campo paglia. Mi scopa levrette, cazzo affonda profondo. Ondeggio, contrao muscoli, vengo urlando. Poi missionario, sborra abbondante. ‘Enceinte?’, penso, ovulo pronto.

Rientro Milano, Daniele sospetta ma perdona. Sara nasce, mia perla etiope. Vita doppia: madre perfetta, ma ricordo Henok, rischio, umidità mutande. Colpevole? Sì. Eccitata? Sempre. Il segreto mi consuma, voglio altro.

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