Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Marco da dieci anni, casa perfetta, figli a scuola. Tutti mi invidiano: elegante, sorridente, l’anello al dito che brilla. Ma dentro, sudo freddo ogni giovedì. ‘Tesoro, ho un meeting serale con un cliente’, gli dico baciandolo sulla guancia. Lui annuisce, fiducioso. Io? Il cuore mi martella mentre guido verso la villa fuori città. Madame Elena mi aspetta. L’anello sfrega contro il volante, mi ricorda chi sono fuori da lì. Ma la fica già bagnata tradisce il mio segreto. Adrenalina pura, rischio di tutto.
Arrivo, suono. Jack, il suo butler, mi accoglie. ‘Madame vi aspetta nel salone’. Entro, nuda come sempre, rasata ovunque da ore. C’è Luca, l’altro ospite. Anche lui nudo, glabro, con un tappo nel culo grosso come il mio. ‘Ah, le mie puttanelle’, sorride Madame, una dea di 45 anni con curve da urlo. ‘Sofia, avvicinati’. Mi metto in posizione: gambe aperte, mani dietro la testa. Le sue dita fredde mi aprono la fica, palpano il clitoride gonfio, tirano il tappo. ‘Brava, sei pronta’. Annuisco, tremante. ‘Oggi premio: una pompata dolce’. Luca, l’abituale, inizia con me. Si inginocchia, mi prende la fica in bocca. Lingua esperta sul clito, dita dentro, succhia forte. ‘Oh cazzo…’, gemo. Vengo in due minuti, schizzi ovunque, lui beve tutto. ‘Ora tocca a te, Sofia. Fagli vedere come si fa’. Cravatta in mano, mi colpisce il culo. Mi butto su Luca, cazzo duro in mano, lo lecco dalle palle alla cappella, succhio avida. ‘Brava, ingoia tutto’, ordina lei. Luca sborra caldo in gola, ingoio ogni goccia, sapore amaro che mi eccita da morire.
Il Mensonge che Mi Fa Tremare
‘Bravi, ora un po’ di sodomia veloce’. Caffè e cornetti giù in fretta, torniamo. ‘Luca prima, mostra a Sofia’. Mi metto a pecora sul divano, cosce spalancate, culo in alto. Luca sloggia il mio tappo – dolore lancinante ma buono – lubrifica, mi incula di colpo. ‘Aaaah!’, urlo. Il suo cazzo spesso mi riempie, pompa veloce. ‘Stringi, troia!’, grugnisce. Viene dentro in minuti, sborra calda che cola. Jack infila un tappo più grande, mi fa gemere. Poi cambio: slogo Luca, lo inculo con foga – no, io non ho cazzo, ma Madame ride: ‘Usa le dita e la lingua, poi lui ti scopi di nuovo’. No, invertiamo: io dietro, ma è lui che mi scopa ancora, doppio giro. Veniamo insieme, sudati, ansimanti.
Il Ritorno con il Gusto della Sborra in Bocca
‘Pulite la casa, a quattro zampe’. Cera sul parquet, ginocchia a terra, culi in aria. Madame ci guarda: ‘Spalanca le ginocchia, voglio vedere palle e fica pendere’. Cravatta sul culo se non obbedisco. Mi masturba col piede, tallone sul clito, ‘Godi per me’. Poi in camera sua: si spoglia, corpo perfetto. ‘Leccami coi tuoi cazzi e bocca’. Frotto la fica sulla sua, poi su tette dure. Bacio capezzoli, scendo: lingua nella sua fica fradicia, clito succhiato, dita dentro. ‘Sì, troia, mangiami!’, urla venendo in spasmi, bagnandomi la faccia.
Torno a casa alle 23, cena fredda con Marco. ‘Com’è andata?’, sorride. ‘Bene, stanca’. Sorrido, ma sento ancora il tappo, il sapore di sborra e fica in bocca. L’anello brilla, lui mi bacia. Io? Fica che pulsa, già penso al prossimo giovedì. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questa doppia vita mi fa viva.