Mi chiamo Marika, ho 45 anni, sposata da vent’anni con Giulio, il mio agricoltore bio. Gestiamo una fattoria moderna in Toscana, tutto bio, vacche felici, verdure perfette. Io sono quella rispettabile: mamma adottiva di Bambou, il nostro ragazzo nero salvato dalla guerra, ora studente di veterinaria a Firenze. Lui va all’università, io ogni venerdì gli pulisco lo studio, porto la biancheria. Almeno, è quello che dico a tutti. Giulio lo sa, il mio segreto. Il suo diabete lo ha reso… impotente. Mi ha dato il permesso, ‘Vai, amore, sei giovane’. Ma il cuore mi batte forte ogni volta che parto. L’adrenalina del rischio, di essere beccata. Io, la devota, con l’anello al dito, che tradisco con un prete.
È iniziato innocente. Padre Luca, il parroco vicino allo studio di Bambou. Bello, occhi penetranti, corpo atletico sotto la tonaca. Andavo a confessarmi, parlavamo. Un giorno, dopo messa, mi ha sfiorato la mano. ‘Marika, il tuo peccato mi eccita’. Tremavo. La mia vita perfetta: casa immacolata, Giulio che mi bacia la fronte, Bambou che mi chiama mamma. Ma dentro, bruciavo. Venerdì scorso, stessa routine. Ho parcheggiato vicino alla chiesa, cuore in gola. ‘Solo per pulire’, ho detto a Giulio. Lui ha sorriso, ‘Divertiti’. Stringevo il volante, l’anello che luccicava contro il pellegrinaggio del desiderio. Entro in sacrestia, lui mi aspetta, tonaca aperta. ‘Vieni, peccatrice’. Le sue mani sulle mie spalle, poi giù, sul culo. Sento il suo cazzo già duro contro di me.
Il Segreto che Mi Consumava
Non perdiamo tempo. Urgente, rischiosi. La messa è finita da poco, qualcuno potrebbe entrare. Mi spinge contro l’altare, mi alza la gonna. ‘Sei bagnata, troia devota’. Sì, lo sono. Le mutande giù, le sue dita dentro la figa, viscide. Geme, ‘Dio, quanto sei stretta’. Io ansimo, ‘Padre, scopami, presto’. Mi gira, mi piega sul tavolo. Il suo cazzo grosso, venoso, entra di colpo. Ah! Mi riempie, spinge forte. Sento l’anello sfregare contro il legno, ricordo Giulio, ma non mi ferma. Anzi, mi eccita di più. ‘Più forte, fottimi come una puttana’. Lui accelera, pacche sul culo, sudore che cola. Io vengo prima, figa che pulsa, urlo soffocato. Poi lui, ‘Prendilo tutto’, e schizza dentro, caldo, profondo. Mi tremano le gambe, odore di sesso e incenso. Mi pulisce con la lingua, leccando il suo sperma dalla mia fica. ‘Torna presto, Marika’.
Mi rivesto veloce, gonna storta, rossetto sbavato. Esco, aria fresca sul viso arrossato. Guido verso casa, figa ancora umida, mutande zuppe in borsa. Arrivo, Giulio cena pronto, ‘Com’è andata?’. Sorrido, ‘Bene, Bambou era contento’. Lo bacio, gusto innocente. Dentro, esulto: il segreto è mio. L’anello al dito, il prete nel cuore. Domani messa, lo guarderò dall’altare, sapendo che mi ha marchiata. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questa doppia vita mi fa viva. Non smetterò mai.