Ciao… non so nemmeno da dove iniziare. Mi chiamo Laura, ho 38 anni, sposata da 15 con Paolo, due figli, avvocatessa a Milano. Fuori sembro perfetta: tailleur eleganti, cene con clienti, chiesa la domenica. Ma dentro… dio, brucio. Adoro il brivido del segreto, quel battito nel petto quando rischio tutto. Quest’estate, vacanze in famiglia al Lago di Garda. Paolo e i bimbi in albergo, io dico ‘Vado a fare una passeggiata a Riva’. Prendo le chiavi della macchina, cuore in gola. L’anello nuziale luccica al dito, lo guardo e mi eccito già. Guido verso una caletta nascosta, spiaggia nudista clandestina che ho trovato online. Solo locals e turisti discretissimi. ‘Tornerò tra un’ora’, penso. Ma so che non sarà così.
Parcheggio tra gli ulivi, sudata. Scendo, il sole picchia. Mi spoglio piano: reggiseno, mutandine. La mia fica rasata, tette sode con capezzoli duri. Cammino sulla sabbia calda, sento gli occhi. Pochi corpi nudi. Poi li vedo: un gruppo di svedesi, cinque ragazzi atletici, nuotatori forse, muscoli scolpiti. Nudi, cazzi oscillanti. Uno… cazzo, il più alto, biondo, occhi azzurri. Il suo cazzo flaccido è già grosso come il pugno di Paolo eretto. 20 cm facili a riposo. Mi si bagna la fica all’istante. Mi stendo vicina, fingo di leggere. Lui mi fissa, sorride. ‘Bella italiana’, dice con accento. Io arrossisco, ma allargo le gambe piano. ‘Vieni qui’, sussurro. Il cuore mi martella, e se qualcuno ci vede? Paolo mi chiama tra poco.
Il Segreto che mi Divora Dentro
Si avvicina, cazzo che dondola. Mi siedo, lo prendo in mano. ‘Porca puttana, è enorme’, dico. Caldo, venoso, cresce subito. Da 20 a 28 cm, spesso come polso. Lo accarezzo, lui geme. ‘Succhialo’, ordina. Mi inginocchio sulla sabbia ruvida, apro la bocca. Ce ne entra metà, lo lecco, succhio le palle pelose. Gola piena, sbavo. ‘Brava troia sposata’, ride, vede l’anello. Mi alzo, gli volto le chiappe. ‘Fottimi ora, veloce’. Mi piego, fica esposta. Sento la cappella grossa contro le labbra bagnate. Spinge, mi spacca. ‘Aaaah! Cazzo, sei troppo grossa!’, urlo piano. Entra tutto, mi riempie, urta il collo dell’utero. Pompa forte, schiaffi sulle chiappe. ‘La tua fica è stretta, meglio di mia moglie’, ansima. Io: ‘Più forte, rompi la fica della sposina!’. Sudore cola, sabbia nei capelli. Gli altri svedesi guardano, si segano cazzi duri. Uno si avvicina, me lo infila in bocca. Doppio, ingoio, tossisco sperma precoci. Il biondo accelera, ‘Vengo!’. Sborra dentro, caldo, pieno. Mi tremano le gambe, orgasmo violento, squirto sulla sabbia.
Esco il cazzo, sperma cola dalla fica gonfia. ‘Grazie, bella’, dice ridendo. Mi vesto di fretta, mutande bagnate di sborra. Controllo telefono: 10 chiamate da Paolo. Corro alla macchina, cuore impazzito. Guido veloce, figa dolorante, capezzoli sfregati contro reggiseno. Arrivo, ‘Scusa, ho perso la cognizione del tempo’. Bacio Paolo, assaporo il mio segreto. Annuisco ai figli, cena normale. Ma sotto il tavolo, dita nella fica, rivivo quel cazzo mostruoso. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani… chissà. La doppia vita mi fa viva.