Mi chiamo Laura, ho 38 anni, avvocata in uno studio importante a Milano. Sposata con Giovanni da dodici anni, due figli, casa perfetta nei quartieri alti. Tutti mi invidiano: donna in carriera, madre amorevole, moglie devota. Ma c’è il mio segreto. Marco. Lo conosco dal liceo, quel tipo con l’aria da Alain Delon un po’ sfigato, sposato con Corinne. Ci incrociamo al supermercato vicino casa, una volta al mese. E ogni volta, il cuore mi batte forte.
Oggi ero lì, carrello pieno di latte e detersivi. Lo vedo tra gli scaffali del caffè. ‘Ehi, Laura!’, mi sorride. Occhi che brillano. Parliamo del più e del meno, ma lui si avvicina troppo. Sento il suo profumo, misto a sudore. ‘Giovanni come sta?’, chiede. ‘Bene, lavora tanto’, balbetto. Dentro, penso: se sapesse. Il telefono squilla, è mio marito. ‘Sto finendo le compere, arrivo’. Chiudo, mani che tremano. Marco sussurra: ‘Vieni alla stazione di servizio qui dietro. Cinque minuti. Non resisto più’.
La tentazione nel supermercato
Ehm… lo so, è stupido. Rischioso. Ma l’adrenalina mi bagna già tra le gambe. Pago in fretta, esco. Parcheggio accanto alla pompa, la sua macchina è lì, vetri oscurati. Salgo. ‘Sei pazza?’, dico ridendo nervosa. Lui mi bacia, lingua dentro, mano sulla coscia. Sotto la gonna, tocco l’anello nuziale che luccica. ‘Toglilo’, ordina. No, non lo tolgo mai. Mi eccita di più così.
La tensione sale. ‘Ho solo dieci minuti, i bambini aspettano’. Lui ride: ‘Basta per farti urlare’. Mi spinge sul sedile, gonna su, mutandine da parte. ‘Sei fradicia, troia’. Due dita dentro la figa, pompano forte. Geme, io mi mordo il labbro. Cuore che martella, guardo fuori: gente che fa benzina a due metri. Rischio tutto. ‘Succhiamelo’, ansima. Slaccio i pantaloni, cazzo duro, grosso, vene gonfie. Lo prendo in bocca, sapore salato, lo lecco dalla base alla cappella. Succhio vorace, lui mi afferra i capelli. ‘Brava, la mia puttana sposata’. Vengo quasi solo dal suo sapore.
Il piacere del segreto
Non resiste. Mi gira, a pecorina sul sedile. ‘Prendilo tutto’. Entra di colpo, figa stretta che lo stringe. ‘Cazzo, sì!’, urlo piano. Spinge forte, colpi secchi, palle che sbattono sul mio culo. Sento l’anello sfregare sul suo braccio, sudore che cola. ‘Più forte, Marco, scopami come una cagna’. Lui accelera, mano sul clitoride, mi fa impazzire. Orgasmo violento, trepido tutta, liquido che cola. Lui grugnisce, spara dentro, caldo, profondo. ‘Prendilo, è tuo’.
Esco barcollando, gonna liscia, rossetto sbavato. Bacio veloce, ‘Ci vediamo’. Torno a casa, Giovanni mi abbraccia: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, amore’. Sorriso innocente. Ma dentro, figa piena del suo sperma, che cola piano nelle mutandine. L’anello brilla, testimone muto. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questo segreto mi fa viva. Domani, studio. Stasera, cena di famiglia. E io, la loro Laura perfetta, con la fica che pulsa ancora. Non smetterò mai.