Mi chiamo Sofia, avvocatessa a Milano, sposata da dieci anni con Luca, un uomo perbene, padre dei miei figli. Di giorno, tailleur impeccabile, riunioni in studio, sorrisi ai clienti. Di notte… beh, è un’altra storia. Ho un amante, Alessandro, un tipo che mi ha catturato con i suoi giochi pericolosi. Vive per l’adrenalina del rischio, e io… io ci casco sempre. Ieri, un pacco anonimo sul letto: gonna nera attillata, camicetta bianca trasparente, e dentro… manette, un bavaglio, una frustina. Il mio cuore ha iniziato a martellare. ‘No, Sofia, sei pazza’, mi dicevo, mentre l’acqua della doccia scorreva sui miei seni. Ma l’anello al dito luccicava, freddo contro la pelle bollente. Pensavo a Luca che mi aspettava a cena. Eppure, le mani tremanti hanno preso la gonna. L’ho infilata, sentendo il tessuto stringere le cosce. Trucco veloce, gloss sulle labbra. Alle otto, esco di casa mentendo: ‘Riunione serale in studio’. Il cuore in gola, guido verso l’albergo periferico, a due passi da casa. Rischio tutto.
Entro nella stanza buia, luce fioca. Mani forti mi bendano gli occhi, mi legano i polsi. ‘Brava, Sofia, sei venuta’, sussurra la voce di Alessandro, calma, autoritaria. ‘Apri la bocca’. Il bavaglio gonfio mi distende le mascelle, respiro corto. Mi spogliano piano: camicetta slacciata, gonna che scivola giù. Resto in perizoma viola e reggiseno. ‘Alla croce, ora’. Mi fissano a un X di legno, gambe spalancate, il sesso esposto. Sento la frustina sfiorarmi le cosce, salire alla figa bagnata. ‘Dieci colpi, per iniziare’. Il primo saetta sul capezzolo, bruciore elettrico. Grido nel bavaglio, lacrime sotto la benda. Ma tra le gambe, umidità cola. ‘Conta mentalmente’, ordina. Colpi su tette, culo, labbra della fica. L’ultimo tra le grandi labbra, violento. Mani unte mi spalmano crema fresca, leniscono il fuoco. Mi stendono sul letto, caresse ovunque: dita su clitoride, polpastrelli che entrano piano. ‘Vuoi essere scopata? Dillo’. Tolgo il bavaglio quel tanto. ‘Sì… scopatemi tutti’. Non so quanti sono, due? Tre? Alessandro e i suoi amici segreti?
L’Esitazione e il Segreto che Brucia
La festa esplode. Un cazzo duro mi riempie la bocca, sale salato, lo succhio avida, lingua intorno al glande. Un altro mi penetra la figa, colpi secchi, ‘Cazzo, sei strettissima’. Gemo, spingi i fianchi. Mi girano, levrette: uno nel culo, lubrificato, entra lento poi furioso, ‘Prendilo tutto, troia’. Brucia, ma vengo urlando, pareti che pulsano. Ruotano: bocca piena, figa e culo alternati. Sperma caldo in gola, ingoio. ‘Brava puttana’. Non vedo facce, solo odori di sudore, sesso. Sento mani femminili? Dolci, unghie curate sul clito. Quanti? Non conto, orgasmi multipli mi scuotono. Alessandro ride: ‘Luca non sa cosa si perde’. Finisco esausta, coperta di sudore e creme.
Mi rivestono, benda via. Alessandro: ‘Sei stata perfetta, il segreto resta nostro’. Esco barcollando, ore 23. Guardo l’orologio, corro a casa. Luca: ‘Com’è andata la riunione?’. Sorriso innocente: ‘Bene, stanca morta’. Doccia veloce, odore di sesso lavato via. A letto, lui mi bacia la fronte. Io? La fica pulsa ancora, ricordo il cazzo nel culo, l’anello che sfregava la mano dell’amante. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani studio, moglie perfetta. Stanotte, la mia doppia vita mi fa viva. Non smetterò mai.