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La Mia Doppia Vita: La Confessione Bollente con il Vicino di Casa

Mi chiamo Sofia, ho 58 anni, sposata da trentacinque con Luigi, un uomo gentile ma spento. Di giorno sono l’insegnante rispettabile, con la fede al dito che brilla sotto i riflettori dell’aula. Abito in una villetta tranquilla, vita ordinaria. Poi sono arrivati i nuovi vicini: Laura, alta, snella, bionda, tutta classe, e suo marito Roberto, un po’ calvo, con la pancetta, ma con occhi che mi trafiggono. Abbiamo legato subito, cene, chiacchiere. Ma dentro di me, qualcosa si è acceso. Luigi ha problemi di prostata, non mi tocca più da anni. Io? Bramo il fuoco.

Roberto lo capisce. Un messaggio, un codice: la prima lettera del secondo parola significa ‘niente mutande’. Oggi glielo mando mentre i suoi amici sono in salotto da loro. ‘Ciao, come stai?’ La C è per culo libero. Il cuore mi batte forte. Entro dalla porta sul retro, Sofia la casalinga perfetta, ma con la fica che pulsa. Lo trovo in cucina, sola, che va e viene dal salotto. Mi vede, sussurra: ‘Sei matto? Ci sono gli ospiti!’

Il Segreto che Mi Consumava

Mi inginocchio, le alzo la gonna. Niente mutande, come da ordini. ‘Brava, troietta mia’, dico piano. Le bacio le chiappe morbide, bianche, diverse dai suoi seni sodi. Lecco il solco, arrivo al buchetto stretto. Lei trema: ‘Pazzo… e se non mi sono asciugata bene?’ ‘Vivi pericolosamente’, rispondo, ficcando la lingua lì. Geme piano. ‘Sofiiiia!’ urla Giovanni dal salotto. Sobbalziamo. ‘Sì, arrivo!’, grida lei. Poi a me: ‘Vattene, idiota!’ Ma prima un ultimo bacio sul culo. Rido, esco di soppiatto. Adrenalina pura, la fede che mi stringe il dito come un segreto.

L’Incontro Proibito e il Ritorno alla Normalità

Non basta. Stasera cena tutti e quattro da noi. Luigi e Laura chiacchierano in sala, io e Roberto in cucina ‘a preparare’. Lo abbraccio, lo bacio vorace. ‘Folli, sono lì!’, sussurra. ‘E allora?’ Rispondo. Il arrosto è pronto, scusa perfetta. Mi alzo la gonna – di nuovo nuda sotto – lui si slaccia, unge il cazzo con burro. ‘Ti riempio la fica di sborra’, ringhia. Mi solleva sul piano, entro in me di colpo. Umida, pronta. Mi pompa veloce, una mano sul seno, l’altra sul culo. Guardo la porta, cuore in gola. ‘Shh’, dico, ma gemo. Mi tappa la bocca con un bacio, spinge forte. Sento la sborra calda schizzare dentro, troppa, cola fuori. Io vengo piano, stringendolo. ‘Cazzo, Sofia…’, ansima. Si ritira, io mi pulisco con lo strofinaccio, corro in bagno. Profumo di sesso ovunque.

Torniamo in sala, sorrisi finti. Luigi mi chiede: ‘Tutto ok?’ ‘Sì, amore, perfetto’. Roberto mi strizza l’occhio. Dentro, esulto: segreto salvo, fica piena della sua sborra. Domani lezione, fede al dito, ma ricorderò il suo cazzo rasato che mi spacca. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questa doppia vita mi tiene viva. Chissà il prossimo rischio…

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