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Confessione: La Mia Doppia Vita da Moglie Perfetta e Amante Insaziabile

Mi chiamo Elena, ho 42 anni, avvocata a Milano. Vita perfetta: marito fedele, Marco, due figli adolescenti, casa in collina, clienti importanti. Tutti mi invidiano. Indosso tailleur impeccabili, l’anello nuziale luccica al dito mentre firmo contratti. Ma dentro… ehm… brucio. Da sei mesi ho un amante, Davide, 32 anni, mio collega junior. Alto, muscoloso, cazzo enorme. Inizia tutto con sguardi in ufficio. Io, professionale, lui che mi sfiora la mano. Ieri, durante la riunione, il telefono vibra. ‘Stasera, parcheggio sotterraneo, 19:30. Non resisto’. Cuore che martella. Guardo l’anello, penso a Marco che prepara la cena. Figa che si bagna. ‘Ok’, rispondo. Esco dall’ufficio con le gambe molli, trucco fresco, ma mutande già umide.

Corro giù, buio del parcheggio. La sua Audi nera, vetri oscuri. Apro, entro. ‘Elena, cazzo, sei una dea’. Mi bacia vorace, lingua dentro, mani ovunque. ‘Shh, veloce, Marco mi aspetta’. Mi slaccia la camicia, bra push-up vola via. Succhia i capezzoli duri, morde piano. ‘Mmm, tette perfette’. Io gli abbasso i pantaloni, cazzo duro come ferro salta fuori, 20 cm, vene gonfie. Lo prendo in mano, pompo forte, saliva che cola. ‘Dammelo in bocca’. Mi piego, gola profonda, lo ingoio fino alle palle. Geme: ‘Porca troia, succhi da regina’. Mi tira su, gonnellina alzata, stringhe strappate. ‘Siediti sopra’. Cavalco, figa rasata lo divora, clito sfrega. Su e giù, auto che cigola. ‘Più forte, inculami’. Mi gira, contro il sedile, lubrificante dalla borsa. Cazzo in culo, piano prima, poi pildra. Dolore misto piacere, urlo soffocato. ‘Prendilo tutto, puttana mia’. Mano sull’anello, contrasto folle. Vengo tremando, pareti strette lo mungono. ‘Sborrami dentro’. Esplode, caldo che riempie. Sudore, odore di sesso, cuore impazzito.

La Routine Quotidiana e il Fuoco Proibito

Mi sistemo in fretta. Rossetto sbavato, figa gocciolante, culo pulsante. ‘A domani, amore’. Bacio ultimo, esco. Auto mia, specchietto: viso arrossato, ma sorrido. Rientro casa, 20:15. ‘Com’è andata?’, chiede Marco, abbracciandomi. ‘Faticosa, cliente rompipalle’. Cena, figli chiacchierano scuola. Sotto il tavolo, mutande bagnate di sborra, capezzoli duri contro reggiseno. Colpa? Poco. Solo eccitazione pura. Segreto mio, doppia vita. Domani in ufficio, lui mi guarderà, io fingerò nulla. Ma figa già freme. Dio, adoro questo brivido.

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