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La Mia Doppia Vita: L’Amante Sotto la Pioggia Torrenziale

Piove a dirotto qui a Milano. Sono in cucina, sola, il mio anello nuziale luccica sotto la luce fioca. Mio marito è in ufficio, come sempre, l’uomo perfetto: banker, padre esemplare. Io? Avvocatessa rispettabile, tailleur impeccabile di giorno. Ma dentro, brucio. Il telefono vibra. È lui, Marco. ‘Vieni da me? La pioggia mi fa impazzire per te.’ Esito. Il cuore mi martella nel petto. E se mio marito chiamasse? E se i vicini vedessero la sua macchina? Eppure, le mutandine si bagnano solo leggendo. ‘Sì, ma veloce. Tra 10 minuti.’ Chiudo gli occhi, colpevole. Amo questa adrenalina, il segreto che mi fa sentire viva.

La porta si apre piano, la pioggia gli cola sui capelli. ‘Maria, sei bellissima.’ Mi bacia il collo, le sue mani sotto la gonna. Sento l’alliance fredda contro la sua pelle calda. ‘Shh, mio marito torna presto.’ Lo trascino in salotto, la vetrata aperta lascia entrare l’umidità. Ci spogliamo lenti, la pioggia batte ritmica. Il suo cazzo è già duro, venoso, pronto. Mi inginocchio, lo prendo in bocca. Gusto salato, la lingua gira intorno al glande gonfio. Lui geme piano: ‘Cazzo, Maria, la tua bocca è un paradiso.’ Le mie labbra lo succhiano avide, le palle gli si tendono sotto la lingua. Sento il mio clitoride pulsare, la fica fradicia senza mutande.

Il Messaggio e la Tentazione Irresistibile

Mi sdraio sul divano, gambe spalancate. ‘Fottimi, Marco, forte.’ Entra piano, il cazzo mi riempie, spinge fino in fondo. Urto contro urto, il cuore mi esplode. ‘Sei così stretta, puttana mia.’ Lo cavalco, i seni ballano liberi, i capezzoli duri sfregano il suo petto. La pioggia copre i nostri gemiti. ‘Lecco la tua fica ora.’ La sua lingua affonda, succhia il clitoride, dita dentro di me. Vengo tremando, urla soffocate. Poi mi gira, mi scopa da dietro, mano sui fianchi. ‘Sborrerò dentro, eh?’ ‘No, sul culo.’ Tira fuori, schizzi caldi mi colpiscono la pelle, colano giù. Ansimo, esausta, eccitata.

Si riveste veloce. ‘Grazie, amore. La prossima?’ Bacio fugace, via sotto la pioggia. Io mi lavo in fretta, profumo neutro, gonna stirata. Il telefono: ‘Torno tra 20.’ Sorriso allo specchio. Nessuno sa. Mio marito entra, mi bacia la guancia. ‘Com’è andata la giornata?’ ‘Bene, tesoro. Solo un po’ di pioggia.’ Dentro, rido. Il suo sperma secca ancora tra le cosce. Questa doppia vita mi eccita da morire. Rispettabile fuori, troia dentro. E non smetterò mai.

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