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La Mia Doppia Vita: Il Vicino e il Gesto Proibito

Mi chiamo Anna, ho 38 anni, sono un’avvocata rispettabile a Milano. Marito amorevole, due figli, casa perfetta. Ma ho una doppia vita. Segreti bollenti che mi fanno sentire viva. Ieri… dio, è stato pazzesco. Ero a casa della mia amica Giulia, le avevo detto al marito che avevo una riunione fino a tardi. Dormivo nuda, come sempre quando sono sola. Squilla la campanella alle 7:15. Cuore in gola. Giulia era uscita presto, mi aveva lasciato lì per la serata che avremmo fatto. Chi cazzo suona così presto?

Mi alzo, cerco qualcosa. Trovo solo una vestaglietta trasparente, corta. Nasconde poco, ma va bene. La campanella insiste. Apro uno spiraglio. Un uomo sui 50, cravatta, aria incazzata. “Giulia? La sua macchina blocca il mio garage! Devo andare a lavorare!” Lo guardo, capelli scompigliati, occhi assonnati. Mi squadra, nota la vestaglia. Arrossisco, ma sento un brivido. “Non c’è, è uscita. Cerco le chiavi.” Torno dentro, cerco. Niente. Nel suo zaino: sigarette, preservativi mezzi vuoti, e… un vibro enorme. Rido nervosa. Lui tossisce fuori dalla porta, impaziente.

Il Risveglio e la Tensione

Esco così, vestaglia che vola. Scendiamo. Fuori fa freddo, sento l’aria sulle cosce nude. Senza mutande, me ne accorgo ora. Lui guarda. “Signora, si copra…” Ma i suoi occhi dicono altro. Arriviamo al parcheggio. La macchina di Giulia davanti al suo box. Gli passo le chiavi. “Non guido, non ho patente qui.” Borbotta, sale, la sposta. Scende, sudato. Mi fissa l’anello nuziale che brilla al dito. “Grazie… ma forse posso ricambiare.” Le parole escono da sole. Cuore batte forte. Il rischio mi eccita. Marito potrebbe chiamare. Qualcuno passare.

L’Urgenza nel Garage

Lo tiro nel suo garage, mezzo aperto. Chiudo la porta a metà. Mani tremanti. “Lascia fare a me.” Mi inginocchio sull’asfalto freddo. Slaccio i pantaloni. Il cazzo salta fuori, grosso, venoso. Non enorme come nei film, ma duro, pulsante. Lo prendo in bocca, lento. Sa di uomo, sudore mattutino. Succhio forte, lingua intorno al glande. Geme. “Cazzo… sei sposata?” Annuisco, senza smettere. L’alleanza fredda contro le sue palle calde. Lo infilo tutto, gola piena. Mani nei miei capelli. “Più veloce, devo andare.” Succhiare urgente, saliva che cola. Mi bagna la figa, sto colando senza toccarmi. Tocco il clitoride da sopra la vestaglia. Geme più forte. Sento il telefono vibrare in tasca. Marito? Ignoro. “Vengo…” Sperma caldo, salato, ingoio tutto. Tossisco un po’, ma lecco pulito.

Si riveste veloce. “Grazie… non dirlo a nessuno.” Sorride complice. Esce col garage aperto. Io risalgo, gambe molli. Pulisco la bocca, sistemo capelli. Torno a letto, vibro di Giulia lì. Non lo tocco, già soddisfatta. Penso al rientro: abbraccio marito, cena famigliare. Lui non sa. Io sì. Quel brivido nel petto, la figa ancora umida. Il segreto mi fa bagnare di nuovo. Domani lavoro, cause, sorrisi falsi. Ma dentro, brucio. Questa doppia vita… non la mollo. È mia.

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