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Confessione: La Mia Doppia Vita con l’Amica Proibita

Mi chiamo Elena, ho 35 anni, avvocata in uno studio prestigioso a Milano. Sposata con Marco da otto anni, casa perfetta, cene con amici, figli in arrivo. Di fuori, sono la donna ideale: tailleur impeccabile, sorriso professionale, anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro… dio, dentro brucio. C’è Chiara, la mia segretaria, bionda, minuta, occhi grigi che mi fissano troppo a lungo. Amica intima da anni, confidente di tutto. O quasi. Il nostro segreto è iniziato per caso, ma ora è un fuoco che non si spegne.

Stasera, ufficio vuoto dopo le otto. Caldo afoso di luglio, aria condizionata rotta. ‘Elena, non ce la faccio più’, mi sussurra lei, asciugandosi il collo sudato. Io annuisco, cuore che martella. ‘Andiamo a rinfrescarci nel bagno del piano di sopra, è isolato’. Lei esita, sorride complice. ‘Sicura? E se ci beccano?’. ‘Il rischio mi eccita da morire’. Prendiamo l’ascensore, mani che sfiorano per caso. Il mio anello nuziale freddo contro la sua pelle calda. Guardo l’ora: Marco mi aspetta a casa tra un’ora. Urgenza che mi bagna già le mutande.

La Tensione del Segreto

Entriamo nel bagno executive, luci fioche. Chiudo la porta, lucchetto scatta. Lei si gira, occhi persi. ‘Elena, non dovremmo…’. Ma le sue labbra sono già sulle mie. Bacio vorace, lingue che si intrecciano, sapore di menta e desiderio. Le strappo la camicetta, seni piccoli perfetti, capezzoli duri. ‘Dio, Chiara, sei così bagnata già’. Le infilo la mano sotto la gonna, mutandine fradice. Lei geme piano, ‘Shh, ti prego’. Ma spingo via il pizzo, dita sulla sua fica rasata, clitoride gonfio che pulsa. ‘Cazzo, sei una troia per me’, le dico, e lei ride nervosa, eccitata.

La giro contro il lavandino, specchio che riflette i nostri corpi sudati. Alzo la sua gonna, le abbasso le mutande alle caviglie. Lecco il suo collo, mordicchio l’orecchio mentre due dita affondo nella sua figa stretta, calda, che mi succhia dentro. ‘Più forte, Elena, scopami con le dita’. Obbedisco, pollice sul clitoride, ritmo furioso. Lei ansima, ‘Sento il tuo anello… è così sporco ora’. Il metallo sfrega la sua pelle, contrasto che mi fa impazzire. Mi inginocchio, lingua sulla sua fica, assaporo il succo salato, leccala voracemente, succhio il clitoride come una ciliegia. Lei trema, ‘Vengo… cazzo, vengo!’. Gambe che cedono, spruzzo caldo in bocca.

L’Esplosione di Piacere

Mi alzo, lei mi spinge contro il muro. ‘Ora tocca a me’. Mi sfila la gonna, dita esperte nella mia figa pelosa, fradicia. ‘Sei inzuppata, puttana sposata’. Tre dita dentro, mi scopa duro, palmo che sbatte sul clitoride. Io mordo il labbro, ‘Non fermarti, Chiara, fammi urlare’. Le nostre tette si schiacciano, capezzoli che sfregano. Sento l’orgasmo salire, violento. ‘Sì, sì, fottimi la fica!’. Esplodo, pareti della figa che si stringono sulle sue dita, umori che colano sulle cosce. Baci umidi, sudore misto.

Ci rivestiamo in fretta, specchi appannati. ‘Vai prima tu’, le dico, voce tremante. Lei sorride, ‘Domani in ufficio, fingi nulla’. Esco, ascensore, aria fresca della metro. A casa, Marco mi bacia, ‘Com’è andata?’. ‘Bene, riunione lunga’. Cucino, sorrido, anello che luccica pulito. Ma sotto, la fica ancora pulsa, ricordo delle sue dita. Il segreto mi eccita di più del sesso. Domani, un altro rischio. Non resisto. Questa doppia vita… è la mia droga.

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