Mi chiamo Laura, ho 45 anni, vivo in un piccolo borgo sperduto nella campagna umbra, in una vecchia fattoria che mio marito Franco e io gestiamo da anni. Di fuori, sembro la tipica donna rispettabile: sposata da vent’anni, pittrice per hobby, ma nella realtà mi occupo di pecore, galline e del nostro orto bio. Franco è un uomo buono, ma da quando ha avuto quell’incidente d’auto con la sua ex, ha problemi… lì. Non riesce più a penetrarmi come si deve, nonostante dita, bocca e giocattoli. Lo amo, ma il mio corpo ha fame. E così, ogni tanto, invito uomini discreti quando lui è al corso agrario in città.
Tutto è iniziato quel giorno con il nostro cane, un setter italiano di nome Kiro. Ha avuto una crisi, si è accasciato dal vicino Marco, un divorziato solitario che vive a due passi. Io stavo… ehm… con un amante nel mio studio. Ero nuda, china sul tavolo, lui mi scopava da dietro con foga, i miei seni pesanti che dondolavano. La porta aperta, come sempre in campagna. Marco irrompe urlando per il cane. I nostri sguardi si incrociano, lui vede tutto: la mia figa bagnata, il cazzo dentro di me. ‘Kiro… ha un problema’, balbetto. Io mi stacco, rossa in viso, coprendomi a malapena.
Il Segreto che Brucia Dentro
Poi lo curo io col mio kit, ma da quel momento, tensione. Evito Marco, lui evita noi. Franco non sospetta nulla. Ma il segreto mi eccita. Sento l’anello al dito che brucia mentre penso a quel momento. Cuore che martella, adrenalina. Due mesi dopo, nevica forte, busso da Marco. ‘Dobbiamo parlare’. Caffè caldo, silenzio pesante. ‘Mi dispiace che tu mi abbia vista… così. Con un altro. Franco non lo sa, ha problemi di erezione dopo l’incidente. Io… ho bisogno. Ma non voglio rovinarci.’ Lui mi guarda, arrossisce. ‘Non ti giudico’. Ci abbracciamo, la sua mano sulla mia schiena. Sento il suo cazzo indurirsi contro di me. ‘Forse… potresti essere tu’, sussurro.
L’Incontro Proibito e il Ritorno alla Normalità
È successo lì, quel pomeriggio di maggio, sole alto, uccellini che cantano. ‘Ho visto gli uomini venire da te. Mi fai impazzire’. ‘E tu mi ecciti, Marco. La mia figa è fradicia solo a pensarci’. Ci spogliamo di fretta sulla sua tavola di legno. Io a quattro zampe, chiappe all’aria, la mia fica rasata che gocciola. Lui mi guarda: ‘Cazzo, quanto sei bagnata’. Mi infila due dita, poi la lingua, lecco le palle mentre lui geme. ‘Scopami, dai, prima che torni Franco’. Preservativo, e via: il suo cazzo duro mi entra tutto, fino in fondo. Forte, ritmico. ‘Puttana… sei mia ora’, ringhia, schiaffeggiandomi il culo. Io urlo: ‘Sì, più forte! Mi fai venire!’. Sento l’anello sfregare sul legno, il cuore in gola, rischio che Franco chiami. Viene dentro il gommino, io squirto sul tavolo, gambe che tremano. Odore di sesso, sudore, urina eccitata.
Dopo, ci rivestiamo veloci. ‘Non dire niente a Franco’. Torno a casa, preparo la cena come una santa moglie. Lui rientra, mi bacia sulla guancia. ‘Com’è andata la giornata?’. ‘Bene, amore’. Dentro, rido: il suo amico mi ha sfondata, e lui non sa. Ogni volta che li vedo insieme in bici, mi bagno. Continuo con qualche altro, ma Marco è il mio preferito. L’anello luccica, il segreto brucia. Adoro questa doppia vita: rispettabile di giorno, troia di nascosto. Il brivido mi fa vivere.