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La Mia Doppia Vita: Sottomessa Segreta e Gangbang Proibito

Sono Laura, professoressa di letteratura a Milano, sposata da dieci anni con Marco. Di giorno, sono la moglie perfetta: cena pronta, sorrisi ai suoceri, riunioni scolastiche. L’anello al dito brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro… dentro ardevo. François, il mio Maestro francese, mi aveva presa piano, passo dopo passo. Mi aveva fatto scoprire la sottomissione. Plug nel culo durante le lezioni, mutandine bagnate al pensiero dei suoi ordini. Marco non sospettava nulla. O almeno così credevo. Il cuore mi batteva forte ogni volta che tornavo a casa con la fica gonfia di desiderio proibito. ‘Stasera no, amore, sono stanca’, gli dicevo, mentre rivivevo nella testa le sue frustate leggere sulla pelle.

Poi, quel weekend da Daphnée e Damien, i nostri amici libertini. Tutto è esploso. Marco ha scoperto la mia boucle d’oreille nella camera, le tracce di sperma. Ha capito di François. Io ho confessato: ‘Sì, mi sottometto a lui. Mi fa cose che tu non immagini’. Lui… lui ha accettato. ‘Continua, se ti fa felice’. Ma François l’ha preso in giro. ‘Dimostrami che sei d’accordo’. E mi ha fatto succhiare Damien sotto la tavola, con Marco che guardava. Il mio cuore… bum bum bum. L’anello sfregava contro il cazzo di Damien, duro e venoso. Marco mi ha scopata dopo, nel mio culo lubrificato dal loro sperma. ‘Sei una troia’, mi ha sussurrato, eccitato. La tensione saliva. François ha proposto l’étape suivante: ‘Tre sconosciuti. Neri. Grossi.’ Marco ha esitato, ma ha detto sì. Io tremavo. ‘Pronta?’. Ho annuito, la fica che pulsava.

Il Segreto che Mi Divorava Dentro

La sorpresa. François mi ha fatta vestire solo con plug enorme nel culo, pendenti ai capezzoli, collare, benda, polsi legati. Marco me l’ha infilato lui, le sue dita che spingevano il metallo freddo nel mio buco dilatato. ‘Ti amo’, mi ha detto, la voce rotta. Scesi in salotto, nuda, esposta. Tre neri, corpi scolpiti, cazzi neri enormi che dondolavano. Max, il più vecchio, mi ha riconosciuta dal mio fantasme raccontato a Marco. Panico. Ma François: ‘Punizione prima’. Marco mi ha frustata con il martinet di seta sulle chiappe, tette, cosce. ‘Per aver mentito, troia’. Ogni colpo, un brivido. Poi, in camera nostra, a quattro zampe. Li ho succhiati tutti e tre. Bocche piena di cazzo nero, saliva che colava, gole sfondate. Max mi spingeva la testa: ‘Prendilo tutto, puttana’. Sborra calda in bocca, una dopo l’altra. Due sborrate in faccia, una ingoiata. Gocce bianche sul mento, mescolate alla bava.

L’Orgia Nera: Cazzi Duri e Sborra Ovunque

Max si sdraia, mi siedo sul suo cazzo mostruoso, dritto nel culo. L’altro entra in fica, doppio passaggio. Urla. ‘Ahhh, sì, scopatemi!’. Si alternano, levrette violente, cazzi che mi riempiono, sfregano dentro. Sborra che schizza, corpi sudati che sbattono. François scopa Marco accanto a me, lo trasforma in sua lopetta. Io guardo, eccitata. Vengo urlando, la fica che squirta. Loro mi inondano: sborra nel culo, in fica, sulla pelle. Tre carichi densi, puzzolenti di sesso.

Ora sono tornata. Marco guida verso casa, silenzio pesante ma complice. Io siedo con il culo dolorante, plug ancora dentro, mutande piene di sborra rappresa. Lui mi guarda: ‘Ti è piaciuto?’. ‘Sì… e tu?’. Sorride. Al lavoro domani, sorriderò ai colleghi, l’anello pulito. Ma sotto, brucerò al ricordo. Il segreto ci lega di più. Non vedo l’ora del prossimo ordine. Cuore che batte. Doppio vita. Mia, per sempre.

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