Mi chiamo Sofia, ho 42 anni, sono un’avvocatessa rispettabile a Milano. Sposata con Marco da 15 anni, casa perfetta, figli grandi, vita impeccabile. Fuori sembro la donna ideale: tailleur eleganti, riunioni, cene con amici. Ma dentro… dio, dentro brucio. Adoro il rischio, quel brivido di farmi beccare. L’anello al dito che luccica mentre una mano estranea mi tocca la fica. È la mia doppia vita, il mio vizio segreto.
Luca, il figlio dei vicini, 19 anni, studente timido e un po’ in carne. Lo vedo sempre solo, senza ragazze. Una sera, mentre stendo i panni, lo sorprendo a guardarmi le tette dal suo balcone. Il cuore mi batte forte. ‘E se…?’ penso. Marco è via per lavoro, ho la casa libera fino a domani. Gli mando un messaggio: ‘Luca, hai 100 euro? Vieni da me, ti faccio diventare uomo. Ma segreto assoluto.’ Esito, dita tremanti sul telefono. Lui risponde subito: ‘Sì, Sofia. Ora?’. Porca puttana, l’adrenalina mi bagna già.
Il segreto che mi divora
Apro la porta in vestaglia trasparente, solo reggiseno e mutandine nere. ‘Sst, entra veloce.’ Lui arrossisce, tira fuori i soldi sgualci. ‘Sei vergine, vero?’ Annuisce, occhi sul mio décolleté. ‘Bene, paghi per la migliore scopata della tua vita.’ Lo porto in camera, chiudo le tende. Il mio anello brilla mentre gli slaccio i pantaloni. Cazzo semi-mollo, carino, 18 cm. ‘Siediti.’ Mi inginocchio, lo prendo in bocca. Succhio piano, lingua sul glande, lo sento indurirsi. ‘Cazzo, Sofia…’ geme. Lo guardo: ‘Chiamami troia stasera.’
Gli faccio venire in bocca la prima volta, ingoio tutto, gusto salato. ‘Ora tocca a te.’ Mi stendo nuda, solo calze autoreggenti. ‘Leccami.’ Esita, poi la lingua sulla fica rasata. Ansimo, guido la testa: ‘Più dentro, sì, sul clito.’ Mi tremano le cosce, vengo forte, bagnandolo. ‘Bravissimo.’ Prende un preservativo, lo infila goffo. Lo cavalco, cazzo duro che mi riempie. ‘Scopami, dai!’ Mugolo, tette che rimbalzano. Lui ansima, ‘Sto per…’ ‘Vieni, riempi la gomma!’ Geme, si svuota. Io continuo, strofino il clito sul suo pube, vengo di nuovo, urlo piano per non far rumore.
L’urgenza del proibito e il ritorno alla normalità
‘Girati, troia.’ Mi metto a pecorina, faccia sul letto matrimoniale. Lui mi incula la fica da dietro, colpi maldestri ma potenti. Mano sull’anca, l’anello tocca la sua pelle. Cuore in gola: e se Marco chiama? ‘Più forte, spaciami!’ Grido. Viene ancora, trema. Io sudo, fica pulsante. ‘Via, rivestiti.’ Lo spingo fuori, soldi in mano. ‘Non una parola, o lo dico a tutti.’
Torno in cucina, indosso il grembiule per la cena. Marco rientra prima, mi bacia. ‘Com’è andata la giornata, amore?’ Sorrido, ‘Bene, stanca.’ Sotto, mutande zuppe, fica gonfia. Mangiamo, parlo di lavoro. Ma penso a Luca, al suo cazzo nella mia bocca. Stanotte, con Marco, fingerò passione, ma sarà il ricordo del proibito a farmi venire. Questo segreto mi eccita da morire. Domani? Chissà, magari lo richiamo. Il rischio è la mia droga.