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Confessione: La Mia Doppia Vita col Gioco Proibito del Quarto

Mi chiamo Laura, ho 38 anni, sposata con Giovanni da 15, due figli grandi, manager rispettata in un’azienda di export. Tutti mi vedono come la moglie perfetta, la professionista impeccabile, con l’anello al dito che luccica sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro di me… c’è un fuoco che non si spegne. Luca, il mio collega del servizio tecnico, alto, muscoloso, con quegli occhi che mi trafiggono. La nostra liaison è partita due anni fa, un caffè rubato, mani che si sfiorano. Ora ci vediamo di nascosto, l’adrenalina del rischio mi fa bagnare all’istante.

Oggi sono tornata dalla braderie con un Quarto gigante in legno nel sacco, orgogliosa come una bambina. Giovanni è al lavoro fino a tardi, i ragazzi dalla nonna per il weekend. Ho mandato un messaggio a Luca: ‘Vieni subito, ho una sorpresa nel giardino. Ma fai in fretta, non voglio rischiare.’ Il cuore mi batte forte mentre sistemo il gioco sul tavolo di vimini, dietro le siepi alte che ci nascondono dal vicinato. Indosso solo un bikini minuscolo, il sole caldo sulla pelle, l’anello che brilla contro la mia alleanza con la vita ‘normale’. Sento il suo passo, mi volto, lui è lì, sorridente, eccitato. ‘Che cos’è questo?’ dice, baciandomi il collo, le mani già sotto il reggiseno.

Il Segreto che Mi Fa Battere il Cuore

‘Giochiamo, ma con le nostre regole,’ sussurro, con la voce tremante. Spiego il Quarto: allinea quattro pezzi uguali per altezza, colore, forma, buco. Le pezzi sono di legno liscio, grandi, rotonde, perfette… perfette per altro. Iniziamo una partita, nudi ormai, io a gambe incrociate sull’erba, lui di fronte. Ogni mossa è una carezza, un’occhiata che promette di più. ‘Sei una vipera,’ ride lui dopo che vinco la seconda. Ma io vedo il suo cazzo duro, teso. ‘Tu mi distrai,’ dico, sfiorandoglielo con il piede. La tensione sale, guardo l’orologio: Giovanni potrebbe anticipare. ‘Dobbiamo fare in fretta.’

Prendo la grossa pieza rotonda chiara, lo guardo negli occhi. ‘Guarda bene.’ Con un dito sposto il filo del bikini, la mia fica rasata è già fradicia, labbra gonfie. La strofino piano, il legno freddo contro la carne calda, entro lenta, un gemito mi sfugge. ‘Cazzo, Laura…’ ansima lui. Spingo più a fondo, ondulo i fianchi, il cuore che pompa come un martello. Poi prendo quella scura, grossa. Mi giro a pecorina sull’erba, ‘Mettila qui.’ Lubrifico con la mia eccitazione, premo contro il culo stretto. Fa male, ma è un male delizioso. ‘Forza,’ gemo, e entra piano, dilatandomi, riempiendomi le viscere. La fica pulsa vuota, la riempio con dita, poi con la chiara. Masturbo furiosamente, il culo che si contrae intorno al legno spesso, sudore che cola tra le tette.

L’Estasi nel Rischio di Essere Scoperta

Luca non resiste. ‘Voglio fotterti.’ Mi sdraio, lui mi sbatte il cazzo nella fica bagnata, sentendo il pezzo nel culo premere contro. Ogni affondo è un tuono, vibra tutto dentro, io urlo piano per non attirare vicini. ‘Più forte, ma piano, cazzo!’ ansimo. L’anello al dito sfiora la sua schiena sudata mentre lo graffio. Viene con un grugnito, riempie la fica di sborra calda, io esplodo, contrazioni violente che stringono entrambi i buchi, lacrime agli occhi dal piacere.

Luca se ne va di corsa, un bacio veloce. Io sistemo tutto, l’erba calpestata, il gioco nascosto in garage. Sento la macchina di Giovanni, mi infilo una vestaglia, sorrido innocente. ‘Com’è andata la giornata?’ chiedo, mentre cammino e sento il culo ancora pieno di sensazioni, la fica che gocciola. Lui mi bacia, ignaro. Dentro, rido nervosa, eccitata. Questo segreto mi fa viva, il brivido di domani già mi bagna di nuovo. Chissà se oseremo ancora col Quarto…

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