Sono Sofia, avvocatessa sposata, madre di due figli. Di giorno, tailleur impeccabile, riunioni in studio, sorrisi al marito. Ma dentro, brucio. Da mesi, una doppia vita. Incontro lui, Andrea, un cieco di settant’anni, vedovo. All’inizio, massaggi per il suo “handicap”. Poi, tutto è cambiato. Mi eccita il suo tocco cieco, le mani che esplorano senza vedere. L’anello nuziale al dito mi ricorda il rischio. Ogni volta, prima di uscire di casa, il cuore mi martella. “Dove vai?” chiede mio marito. “Riunione serale”, mento. L’adrenalina mi bagna già.
Stasera, parlo casa vuota. Guido verso il suo appartamento buio. Parcheggio lontano, guardo l’orologio: un’ora per scopare, poi rientrare innocente. Suono. Mi accoglie con quella voce rauca: “Vieni, Sofia”. Mi spoglia piano, le sue dita esperte. Mi lega gli occhi con una sciarpa. “Stasera, un amico”. Tremò. Paura e voglia. Sento un altro respiro. Il mio culo si contrae.
Il Segreto che Mi Consumava
Sono nuda, in ginocchio sul divano. Andrea mi sussurra: “Offri il culo, Sofia. Per me”. Spingo, come ordina. Sento un dito umido sfiorarmi l’ano. Non è il suo. Quello dello sconosciuto. Entra piano, gira, dilata. “Brava”, dice Andrea, accarezzandomi i seni. Un altro dito si unisce, lubrificato dalla mia fica che cola. Geme: “Hai una figa fradicia”. Mi tremano le cosce. Il cuore batte all’impazzata, l’anello freddo contro la sua pelle calda.
Poi, il cazzo. Duro, grosso. Il glande preme sul mio buco stretto. “Rilassati”, dice lo sconosciuto. Dolore lancinante quando forza lo sfintere. Urlo piano. “Avanti, troia”, ringhia Andrea. Entro in calore, spingo indietro. Mi riempie il culo, profondo. Pausa, poi pompa. Lento prima, poi feroce. “Ti piace il cazzo nel culo?” chiede. “Sì… scopami più forte”. Sbatto contro di lui, sudata. Andrea mi bacia il collo, pizzica i capezzoli. Sento il cazzo pulsare, sfregare pareti mai toccate. “Vengo… riempimi!” Grugnisce, spara sborra calda dentro. Jet dopo jet, mi inonda l’intestino. Io esplodo, la fica spasima vuota.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità
Lui esce, un peto umido tradisce il vuoto. Andrea mi slega gli occhi. No, bendata ancora. Mi sdraia, il suo cazzo duro contro la mia fica. “Ora tocca a me”. Mi impala piano, riempiendomi. “Dimmi, tuo marito te lo fa così?” “No… solo tu”. Pompa, le sue mani sul mio ventre. “Ti presto a altri?” Esito: “Sì… per te”. Vengo urlando, lui mi riempie di sborra, contro il collo dell’utero.
Rientro a casa, gambe molli. Marito dorme. Mi lavo, l’anello luccica sotto l’acqua. Nessun rimorso, solo eccitazione. Domani, avvocatessa perbene. Ma il culo mi brucia ancora, ricordo del segreto. L’adrenalina del rischio mi fa bagnare di nuovo. Chissà domani… un altro sconosciuto? Il brivido della doppia vita mi possiede.