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La Mia Doppia Vita: La Confessione di una Moglie che Suce Cazzi in Ufficio

Ciao, sono Elena, 42 anni, sposata con Paolo da 15, due figli, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Di giorno, sono la tipica moglie perfetta: tailleur impeccabile, sorriso professionale, cene in famiglia. Paolo mi adora, mi bacia la mano ogni sera. L’anello nuziale luccica al dito, simbolo di tutto ciò che è giusto. Ma dentro di me… oddio, c’è un fuoco che brucia. Adoro il brivido del proibito, quel batticuore quando rischio di farmi beccare. E ora, ti confesso tutto, come se fosse ieri.

L’altra settimana, festa aziendale. Abito nero attillato, tacchi alti. Paolo a casa con i bimbi. Bevo troppo prosecco, rido forte. Luca e Roberto, i miei colleghi, mi si avvicinano. Luca alto, occhi malizi, Roberto con quel sorriso da predatore. Balliamo, luci stroboscopiche, buio intermittente. Sento mani sul culo. ‘Elena, sei una bomba’, mi sussurra Luca all’orecchio, la sua mano scivola sotto la gonna. Il cuore mi pompa nel petto, bum-bum-bum. ‘Smettila’, dico ridendo, ma non mi sposto. Roberto mi preme le tette da dietro, capezzoli duri all’istante. Ogni volta che la luce torna, si fermano. Io? Bagnata fradicia. L’istinto dice ‘basta’, ma il desiderio urla ‘vai’. Mi portano in un ufficio isolato. ‘Solo per chiacchierare tranquilli’, dicono. Io li seguo, come una stupida eccitata.

La Festa Aziendale e il Primo Segreto

Porta chiusa. ‘Spogliati, Elena. Vogliamo vederti nuda’. Esito. ‘Ragazzi, no…’. Ma le mani tremano già sulla zip. Mi levo il vestito piano, reggiseno, mutandine. Nuda, completamente. L’anello brilla sotto la luce fioca, mentre ondulo i fianchi. Mi guardano affamati. ‘Cazzo, che troia sexy’. Mi toccano ovunque. Luca mi strizza le tette, pizzica i capezzoli. Roberto infila dita grasse nella figa, poi nel culo. ‘Aaaah’, gemo. Mi fanno sdraiare sul tavolo, gambe aperte. Due cazzi tirati fuori: quello di Luca medio, venoso; Roberto, porca puttana, un mostro, spesso come un polso. Mi inginocchio. ‘Succhia, Elena’. Prendo prima Luca, lo lecco dalla base alla cappella, lo ingoio profondo. Gola piena, sbavo. Roberto mi afferra i capelli, mi sbatte in bocca il suo. ‘Brava sposina, succhia come una puttana’. Il cuore impazzito, sudo, figa che cola. Mi alterno, mani sull’anello mentre li sego. Vengono forte: schizzi caldi in faccia, sulle labbra, nei capelli. Sborra che cola sul mento. Mi pulisco con le dita, lecco. ‘Buona, eh?’. Esco barcollante, trucco rovinato, alito di sborra.

Ora il ricatto. ‘Se non vuoi che lo diciamo a Paolo, ogni sera in magazzino, un pompino’. E io? Accetto. Ogni giorno, prima di rincasare. Ieri, ore 18:45. Paolo sms: ‘A stasera amore’. Entro in magazzino, buio, odore di carta. Luca e Roberto lì, cazzi pronti. ‘In ginocchio, troia’. Succhio veloce, urgente. Luca mi riempie la bocca, Roberto mi scopa la gola. Dita nella figa mentre pompo. ‘Sbrigati, tua suocera cena da noi’. Vengono rapidi, sborra in faccia e in bocca. Inghiotto il resto, mi asciugo con un fazzoletto. Esco, alito puzzolente, ma sorrido allo specchio. Auto, semaforo rosso. Paolo chiama: ‘Dove sei?’. ‘Arrivo, tesoro’. L’anello luccica sul volante, mentre ingoio l’ultimo schizzo. A casa, bacio Paolo, cucino. Lui mi abbraccia: ‘Sei calda stasera’. Io penso alla sborra secca sulla pelle. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questa doppia vita mi fa viva. Domani, un altro pompino. Il segreto mi bagna sempre. Dio, che brivido.

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