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Confessione: La Mia Doppia Vita da Moglie Perfetta e Amante Segreta

Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da 15 con Marco, un commercialista noioso ma affidabile. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile, tailleur stretto sui fianchi, capelli in ordine, alliance al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Rispettabile, sai? La mamma perfetta per i nostri due figli, la cena pronta alle otto. Ma dentro… dentro sto bruciando.

Ieri pomeriggio, mentre firmavo atti in tribunale, mi è arrivato quel messaggio. ‘Stasera, ore 19:30, stanza 312, Hotel Reale. Indossa quel perizoma rosso che ti ho regalato. Non farmi aspettare, Sylvie.’ Sylvie. Solo lui mi chiama così, il nome della ragazzina che ero da piccola, quando pascolavo pecore in un paesino di montagna e lui era il ‘re’ del villaggio, un monello arrogante con sogni grandi. Luca. Ora è un magnate, CEO di una multinazionale, sposato anche lui, ma il nostro segreto è più forte di tutto. Cuore che mi martella nel petto. Guardo l’orologio: le 17. ‘Tesoro, stasera ritardo un po’ per lavoro’, dico a Marco via WhatsApp. Bugia facile. Mani che tremano mentre guido verso l’albergo. Paura di incrociare qualcuno che mi riconosce. L’adrenalina mi bagna già tra le cosce.

La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito

Entro in camera, lui è lì, in camicia aperta sul petto villoso, occhi da predatore. ‘Sylvie, mia regina perduta.’ Mi afferra per i fianchi, mi sbatte contro il muro. Bacio famelico, lingue che si divorano. Sento il suo cazzo duro premere contro la mia pancia attraverso i pantaloni. ‘Sei mia, cazzo, da sempre’, ringhia. Mi strappa la gonna, le mutandine rosse volano via. Le sue dita grosse mi aprono la figa, già fradicia. ‘Guardati, troia, colai per me mentre eri al lavoro col tuo maritino.’ Geme mentre mi lecca il clitoride, lingua che vortica, denti che mordicchiano. Io gemo forte, ‘Shh, Luca, ci sentono…’, ma lui ride e mi infila due dita dentro, pompa veloce. Vengo quasi subito, le gambe che cedono, spruzzo sul suo viso.

L’Acte Esplosivo e il Ritorno al Segreto

Non c’è tempo, è urgente. Mi gira, mi piega sul letto, cazzo enorme che spinge dentro di me con un colpo secco. ‘Ahhh, sì, scopami forte!’, urlo piano. Mi martella, palle che sbattono sul mio culo, mano che stringe i miei capelli. L’alliance al dito sinistro sfrega il lenzuolo, ricordo del mio mondo finto. ‘Dimmi che sono meglio di lui’, grugnisce. ‘Molto meglio, mi riempi come una puttana’, ansimo. Mi scopa senza pietà, cambia posizione, mi cavalca sopra, tette che rimbalzano. Sento il suo pollice sul mio culo, lo preme dentro mentre il cazzo mi sfonda la figa. ‘Vengo, cazzo!’, ruggisce, e mi inonda di sborra calda, che cola fuori. Io vengo con lui, corpo che trema, urlo soffocato nel cuscino.

Cinque minuti dopo, mi rivesto di fretta. Bacio umido, ‘Vai dal tuo stupido marito, ma pensa a me dentro di te’. Esco, gambe molli, figa che pulsa ancora, profumo di sesso addosso. Guardo l’orologio: 20:15. ‘Scusa il ritardo, amore, traffico pazzesco’, dico a Marco sorridendo, mentre servo la pasta. Lui annuisce, ignaro. Sento la sborra colarmi nelle mutande nuove, l’alliance che luccica innocente. Colpa? Un po’. Ma l’eccitazione… Dio, è il mio ossigeno. Domani un altro messaggio? Non vedo l’ora. Questa doppia vita mi sta uccidendo, ma che morte dolce.

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