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La Mia Doppia Vita: La Notte Bruciante nell’Atelier con il Mio Amante Segreto

Dio, il cuore mi batte ancora forte mentre ci penso. Sono Fiorella, 35 anni, sposata da otto con Marco, avvocato rispettabile. Di giorno, illumino manoscritti medievali nel mio atelier a Roma, mani precise sul pergamena, clienti importanti che mi ammirano. Alianza al dito sinistro, che brilla sotto le luci fredde dello studio. Ma dentro… dentro brucia. Ho visto quell’annuncio online, un donatore di sperma, anonimo, perfetto per il mio sogno di un figlio senza complicazioni. Lui, Simone, mi ha colpita subito: bello, sensuale, con quegli occhi da baroudeur. L’ho contattato di nascosto, dal telefono secondario. ‘Incontriamoci’, gli ho detto. E ora? Sto mentendo al marito per un caffè che diventerà… altro.

Esco di casa con la scusa del lavoro serale. ‘Tornerò tardi, amore, una commessa urgente’. Marco mi bacia la fronte, ignaro. Io sudo già, la figa che pulsa al pensiero del rischio. Prendo la metro fino al mio atelier nel centro storico. Lui arriva puntuale, alto, profumo di uomo libero. Ci sediamo vicini, ginocchia che si sfiorano. ‘Voglio il tuo seme’, sussurro, ‘ma prima… devo testarti’. Le sue mani sfiorano la mia, contrasto con l’anello nuziale freddo. Il cuore mi esplode nel petto. ‘Sei sposata?’, chiede ridendo piano. Annuisco, colpevole ma bagnata fradicia. ‘Meglio così, l’adrenalina mi fa impazzire’.

Il Segreto che Mi Divora Dentro

Lo porto nell’atelier, luci soffuse, odore di inchiostro e carta antica. ‘Spogliati piano’, gli ordino, voce tremante. Io mi tolgo il vestito nero, restando in lingerie. Lui è lì, cazzo già duro sotto i pantaloni. ‘Nuda per te’, dico, slacciando il reggiseno. Seni liberi, capezzoli turgidi. Mi sdraio sul divano letto, gambe aperte. ‘Leccami, ma senza invadere’. La sua lingua sulla fica, calda, bagnata. ‘Oh cazzo, sì… lì, sul clitoride’. Gemo piano, mani nei suoi capelli. Lecca avido, dal buco alla figa gonfia, succhia le labbra. Io mi tocco i seni, pizzico i capezzoli. ‘La tua lingua dentro, piano… più forte ora’. Sento il sapore salato, il mio umore che cola. Lui geme: ‘Sei deliziosa, Fiorella, così bagnata’.

L’Esplosione di Piacere e il Ritorno alla Normalità

Mi alzo, lo spingo sul tavolo. ‘Ora tocca a me’. Prendo il suo cazzo in mano, grosso, venoso, cappella viola. ‘Lo voglio in bocca’. Lo lecco dalla base alle palle, succhio piano, lingua che gira. Lui ansima: ‘Cazzo, che troia sposata… succhia più forte’. Lo prendo tutto, gola piena, saliva che cola. Mani sul suo culo sodo, dito che sfiora l’ano. ‘Sborrami in bocca?’, chiedo eccitata. ‘No, vieni qui’. Mi siedo a cavalcioni, fica sfregata sul suo uccello duro, senza entrare. ‘Senti come scivolo?’. Muovo i fianchi veloci, clitoride contro la sua asta. Lui mi afferra i fianchi: ‘Bagnatissima, porca’. Mi masturbo forte, dita nella fica mentre lui mi lecca i capezzoli. ‘Vengo… oh merda, vengo!’. Ondate di piacere, senza orgasmo esplosivo, ma puro, diffuso. Lui esplode dopo, sborra calda sul mio ventre, spruzzi bianchi che colano.

Ansimo, corpi sudati uniti. ‘Devo andare’, dico guardando l’ora. ‘Marco mi aspetta’. Mi pulisco veloce con un panno, ma l’odore di sesso resta. Mi rivesto, alito di rhum dalla sua bocca. Bacio d’addio, lingua ultima. Esco correndo, metro affollata, figa ancora gonfia. A casa, Marco dorme. Mi infilo sotto le coperte, alleanza che tocca la sua pelle. Dentro, rido colpevole: il segreto è mio, il brivido mi fa viva. Domani all’atelier, maneggerò pennelli pensando al suo cazzo. La doppia vita? Mi eccita da morire. Non vedo l’ora del prossimo test.

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